Filcams Cgil Fisascat Cisl Uiltucs Uil regionali e di Matera esprimono soddisfazione per il modo in cui si è conclusa la vertenza di lavoro che ha riguardato le maestranze impiegate nel servizio di gestione dei parcheggi a pagamento affidati in concessione dal Comune di Matera alla SISAS.
“Dopo ben lunghi 14 anni – dichiarano i sindacalisti Angelo Vaccaro, Giorgio Casiello e Filippo Viggiano -i 20 lavoratori, che avevano un contratto di lavoro part-time a 28 ore settimanali, hanno finalmente conseguito il tanto agognato obiettivo del tempo pieno a 40 ore settimanali. Così come era auspicabile ed alla stregua delle nostre sollecitazioni è prevalso il buon senso ed una valutazione più ponderata da parte dell’imprenditore del nuovo equilibrio economico – contrattuale anche in ragione dello sviluppo crescente, attuale e prospettico, del volume di attività connessa alla gestione del servizio.
Le nuove condizioni a base della gestione del servizio di sosta e parcheggio, compresa la mancata previsione della tariffa articolata, sono riconducibili – precisano gli esponenti sindacali – ad un Atto di Indirizzo approvato alla unanimità del precedente Consiglio Comunale, recepito nel relativo bando di gara emanato nel marzo 2013, cui ha fatto seguito l’aggiudicazione definitiva dell’affidamento all’inizio del 2014, con una coda di contenzioso legale che ha trasposto solo in questi primi giorni di agosto 2015 la piena esecuzione del relativo contratto di appalto.
A fronte della non frazionabilità del costo della prima ora di posteggio nelle zone centrali, zona “A”, vi è la riduzione della tariffa nelle zone più periferiche, “zona “B”, ridotte a 50 cent l’ora. A ben vedere la collettività ottiene un doppio beneficio: una tendenziale decongestione ldel traffico nella zona centrale e una riduzione del costo nelle zone periferiche.
E’ auspicabile comunque che l’Amministrazione d’intesa con la SISAS si faccia carico di monitorare l’andamento economico dell’appalto in modo da valutare una possibile rimodulazione delle tariffe, senza pregiudicare la stabilità occupazionale dei lavoratori interessati”.
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