Matera, l' Unitep ricorda la Shoa

L’Unitep Matera ha promosso la “Giornata della Memoria” per ricordare la Shoah presso la "Sala della Memoria e del Ricordo" della Provincia di Matera. “Un incontro – dichiara in una nota il presidente dell’Unitep Antonio Pellecchia – aperto alla cittadinanza materana per non dimenticare e  far conoscere ai giovani quei fatti drammatici che scaturirono dalla formulazione di assurde teorie sulla razza umana, lo sterminio degli ebrei”.
“Angelo Salfi , docente dell’Unitep – prosegue Pellecchia – ha approfondito dal punto di vista storico il genocidio del popolo ebreo sottolineando non solo le responsabilità del regime nazista ma anche quelle del popolo italiano, che smentiscono la tesi secondo cui il nostro Paese era stato di fatto estraneo alla persecuzione e allo sterminio”.
“Ancora oggi – ha dichiarato Salfi – non tutti sanno che in Italia c’erano 200 campi di concentramento e alcuni autori parlano di altre 200 colonie penali in cui certamente non si andava in vacanza”. Salfi ha inoltre rimarcato l’influenza della religione cattolica nei confronti della Shoah. “Non si può tacere – ha sottolineato – un certo imbarazzo da parte cattolica nell’affrontare la questione delle leggi razziali in Italia e risulta difficile ignorare l’inestricabile intreccio tra la tradizione di un antisemitismo cattolico e il dibattito, tuttora controverso, sull’atteggiamento di Pio XII nei confronti dello stermino nazista degli ebrei”.
Il docente Raffaele Motola – continua Pellecchia – ha ricordato i campi di concentramento di Auschwitz, Birkenau, Belzec, Treblinka, Sobibor in cui i prigionieri venivano uccisi nelle camere a gas, spesso mascherate da docce e i loro corpi bruciati nei forni crematori. Probabilmente non tutti sanno che i campi di concentramento sono stati allestiti anche Italia: se ne contano circa quattrocento, in tutte le regioni. Oltre a quelli di San Sabba, in provincia di Trieste e Fossoli, una frazione di Carpi, in provincia di Modena, Ferramonti di Tarsia, in provincia di Cosenza, Motola ha ricordato che un campo di concentramento fu istituito anche a Pisticci, in contrata Caporotondo e ospitò dal 1937 condannati dal Tribunale Speciale come oppositori politici, pregiudicati, allogeni slavi, polacchi, ufficiali greci. “Nei campi di concentramento – ha precisato Motola – la condizione di vita dei prigionieri era abbastanza dignitosa, diversa da quella dei campi nazisti, perché non vigeva il terrore dello sterminio sistematico. Lo sterminio degli ebrei fu combattuto da una serie di gruppi di persone che si opposero a questa aberrante follia e che furono identificati con l’appellativo di “Giusti tra le Nazioni” su iniziativa dello Yad Vashem, il museo dell’Olocausto in Gerusalemme”. Motola ha approfondito l’impegno sociale e politico profuso da Carlo Angela, padre di Piero e nonno di Alberto Angela, questi ultimi – conclude Pellecchia – apprezzati conduttori di programmi di divulgazione scientifica sulla Rai.

BAS09

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