Matera, il consigliere Acito su fondi Pisus

“Non è dato sapere – dichiara in una nota il consigliere comunale di Matera Enzo Acito della Lista Stella – neanche a gran parte di noi consiglieri, che riteniamo essere addetti ai lavori, quanto abbiamo perso come fondi PISUS.  Non possiamo credere alla favola, reiterata in silenzio, sulla sostituzione dei fondi Pisus con i fondi Fsc (fondi sviluppo e coesione, ex fondi fas).   Nessuno ci ha ancora spiegato perché i due fondi non si potevano cumulare, portando alla città 53 milioni di euro invece di 33 milioni. Nessuno ha mai detto alla città, e tantomeno al consiglio comunale, il perché del disimpegno definitivo di 20 milioni di euro da parte della regione, né le motivazioni reali sulla gravità di perdere questa valanga di fondi comunitari in un momento di crisi profonda che vive la città.
A nulla sono valsi gli appelli a sindaco e giunta di portare in discussione la bozza di Piano strategico che giace nei cassetti del Comune dal dicembre 2009, bozza che, discussa in città con le forse economiche e sociali, avrebbe consentito la partecipazione ed il contributo dei diretti interessati, con analisi e valutazioni che sono la base della democrazia partecipata.
Invece, nel chiuso delle stanze del 6° piano, si decide che il piano strategico va riscritto per la terza volta, che la novità da inserire è nientemeno la candidatura a capitale della cultura 2019, come fosse una novità in questa amministrazione che possa motivare la riscrittura delle strategie di sviluppo.
Ma la città non può vivere solo con la prospettiva, neanche certa, del 2019, si potrebbe morire anche prima per inedia se non si interviene pesantemente nella economia della città.
Lavori pubblici al lumicino e contestale perdita dei finanziamenti di opere pubbliche, scelte oligarchiche non discusse e condivise dalla città e dal consiglio comunale (piano strategico), mancata organizzazione della macchina comunale, rinvio non più giustificabile dei bandi sui parcheggi e sugli impianti sportivi costituiscono l' altra faccia delle dichiarazioni entusiastiche della conferenza stampa del sindaco.
Ho letto che, in un elegante e moderato sistema di autovalutazione, il Sindaco si è dato il voto di otto. Questa volta sento di condividere questa valutazione. Ma con la differenza del contesto: la politica di una città candidata 2019 e patrimonio dell' Umanità è politica di alto profilo, è politica universitaria e, come è noto, i voti all' Università si danno su base trenta o addirittura su base centodieci.
A voler essere buoni io – conclude Acito – darei il voto otto su base trenta”

BAS09

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