Manovra bilancio, Napoli: deboli le misure per le imprese

Il capogruppo del Pdl – Fi: “Nei provvedimenti finanziari presentati dal presidente Pittella fatichiamo a leggere segnali, sia pure timidi, di svolta e discontinuità rispetto al passato”

&ldquo;Le misure per lo sviluppo contenute nella manovra di bilancio presentata ieri dal Presidente Pittella sono particolarmente deboli nei confronti della piccola e media impresa. Il fondo rotativo regionale per le imprese che ammonta a 2,5 milioni di euro (raggiunger&agrave; i 7,5 milioni, complessivamente, solo al 2016) non &egrave; sufficiente se non accompagnato da altre misure pi&ugrave; consistenti sul piano finanziario e pi&ugrave; efficaci tenuto conto che se la crisi continua a mordere con tanta intensit&agrave;, soprattutto nelle nostre realt&agrave;, come testimonia la nuova segnalazione della chiusura in Basilicata di negozi di abbigliamento, qualche motivazione ci dovr&agrave; pur essere&#39;&#39;. A sostenerlo &egrave; il capogruppo del Pdl – Forza Italia Michele Napoli che aggiunge: &ldquo;In attesa di un approfondimento sugli interventi nelle singole aree di intervento, fatichiamo a leggere nel comparto delle attivit&agrave; produttive segnali, sia pure timidi, di svolta e discontinuit&agrave; rispetto al passato&rdquo;.<br /><br />Per l&rsquo;esponente di Forza Italia &ldquo;&egrave; sicuramente un punto di orientamento per le politiche attive da realizzare a sostegno dell&rsquo;impresa il manifesto di Confcommercio – Imprese per l&rsquo;Italia dal titolo significativo &lsquo;Senza impresa non c&rsquo;&egrave; Europa, senza sviluppo non c&rsquo;&egrave; impresa&rsquo;, che riassume le istanze e le aspettative delle imprese del terziario. Tra le priorit&agrave; indicate: la valorizzazione delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi, dei trasporti e della logistica tramite politiche di sviluppo e investimenti che ne accrescano la competitivit&agrave;; la semplificazione e la stabilit&agrave; dell&rsquo;assetto normativo anche a vantaggio delle imprese meno strutturate e di pi&ugrave; piccole dimensioni, come impone lo Small Business Act; la centralit&agrave; delle citt&agrave; e dei territori per la crescita e lo sviluppo; la salvaguardia del pluralismo distributivo e il contrasto alla desertificazione commerciale dei centri storici e delle periferie; la valorizzazione del turismo e del patrimonio storico, artistico e culturale; la facilitazione dell&rsquo;accesso al credito; la modificazione e l&rsquo;agevolazione dell&rsquo;utilizzazione dei fondi strutturali; l&rsquo;istituzione del marchio di origine dei prodotti; la lotta alla contraffazione e alla criminalit&agrave;; lo sviluppo di sistemi e reti di trasporto e logistica che garantiscano l&rsquo;accessibilit&agrave; ai diversi mercati; il sostegno all&rsquo;innovazione nel terziario di mercato e alla digitalizzazione delle imprese. Sono tutti progetti che &ndash; conclude Napoli &ndash; trovano spazio solo marginalmente nella manovra di bilancio della Giunta Pittella&rdquo;.&nbsp;

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