Il consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà interviene in riferimento alle dichiarazioni del governatore Draghi sull'analisi di Banca d'Italia condotta su criminalità organizzata in Puglia e in Basilicata
“A pochi giorni dalla manifestazione promossa a Potenza dall’associazione ‘Libera’ a Potenza per la ‘XVI Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie’ le dichiarazioni del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, secondo il quale ‘nell'arco di trent'anni la Puglia e la Basilicata hanno perso circa 20 punti di Pil a causa della diffusione del contagio mafioso’, assumono un significato ancora maggiore ed allarmante”. E’ il commento del presidente del Gruppo Sinistra Ecologia e Libertà, Giannino Romaniello.
Sottolineando che “anche se il riferimento del governatore Draghi è all'analisi condotta da Banca d'Italia, su sollecitazione della Commissione Antimafia, riguardante le infiltrazioni della criminalità organizzata in Puglia e in Basilicata, analisi che mette insieme due realtà regionali molto differenti per il tasso di criminalità registrato e, quindi, per la presenza organizzata della criminalità che è diversa tra Puglia e Basilicata”, per il consigliere Romaniello “permane una grave preoccupazione che richiede di alzare il livello di attenzione politica, sociale ed istituzionale sul fenomeno della illegalità di varia natura”.
“Secondo le affermazioni del Governatore della Banca d’Italia, infatti – sottolinea Romaniello – è stato confrontato lo sviluppo economico nelle due regioni nei decenni precedenti e successivi al diffondersi del contagio mafioso, avvenuto verso la fine degli anni '70, con quello di un gruppo di regioni del centro nord che avevano simili condizioni socio-economiche iniziali, utilizzando altri indicatori economici che sono facilmente riscontrabili nella nostra realtà regionale, come in quella pugliese. E’ il caso di ricordare i fattori del ‘caro credito’ imposto dalle banche ad imprenditori e famiglie, della distruzione di capitale sociale dovuta all'inquinamento della politica locale, dell’emigrazione dei giovani”.
“Proprio il riferimento alle nuove generazioni è ciò che provoca maggiore allarme perché, secondo quanto dichiarato da Draghi, ‘l'inquinamento mafioso piega le speranze dei giovani onesti e istruiti che potrebbero migliorare le comunità che li generano e, invece, decidono di non avere altra strada che partire’. Ci sono, pertanto, ancora nuove e più forti motivazioni – conclude l’esponente di Sel – per ribadire tutto il sostegno all’associazione ‘Libera’ e all’adesione alla Giornata di Potenza, con il rinnovato impegno a rimuovere i numerosi fattori che influenzano negativamente lo sviluppo economico delle comunità locali del Sud”.