“Assicurare una concreta alternativa di vita ai soggetti minorenni provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata o che siano vittime della violenza mafiosa e ai familiari che si dissociano dalle logiche criminali”
L’Assemblea regionale ha approvato, oggi, all’unanimità, la risoluzione “Liberi di scegliere”, proposta dai componenti dell’ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, il presidente Carmine Cicala, i vice presidenti Baldassarre e Polese e i consiglieri segretari Leggieri e Vizziello, al fine di “Assicurare una concreta alternativa di vita ai soggetti minorenni provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata o che siano vittime della violenza mafiosa e ai familiari che si dissociano dalle logiche criminali”.
Il documento, nel richiamare i lavori svolti dal Coordinamento delle Commissioni e degli Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità, impegna la Giunta regionale “ad attuare il progetto ‘Liberi di scegliere’ in Regione Basilicata, anche operando interventi sulla propria legislazione volti a consentire la realizzazione di progetti appropriati di accoglienza, cura e protezione per i minori coinvolti nelle situazioni di devianza giovanile; ad avviare le procedure necessarie per la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa, che possa coinvolgere per l’attuazione enti, associazioni o società, prendendo i contatti con la Direzione Distrettuale Antimafia, i competenti Tribunali per i minorenni, la Procura della Repubblica presso i competenti Tribunali per i minorenni, nonché con le Direzioni regionali dei Ministeri coinvolti e le Conferenze Episcopali regionali; a favorire la più ampia diffusione e conoscenza del progetto attraverso efficaci canali di comunicazione”.
Con la risoluzione si evidenzia che “allo scopo di contrastare i fenomeni di devianza giovanile, dal 2012 in Calabria, su iniziativa del Tribunale di Reggio Calabria, è stato promosso il Progetto ‘Liberi di scegliere’. Il progetto è finalizzato alla rieducazione e al reinserimento di minori e giovani provenienti da contesti di criminalità organizzata attraverso la realizzazione di percorsi personalizzati di sostegno ed inclusione sociale. In particolare, il progetto è teso a: garantire adeguate tutele per una regolare crescita psico-fisica, attraverso il soddisfacimento dei bisogni e delle esigenze tipiche dell’adolescenza, mediante la promozione dei valori della legalità e la valorizzazione di specifiche potenzialità, inclinazioni e risorse; sviluppare un programma sperimentale di prevenzione della marginalità sociale attraverso opportunità formative, lavorative e ricreative; sperimentare interventi di giustizia riparativa e di mediazione penale che coinvolgano, ove possibile, anche il nucleo familiare di appartenenza”.
Sono intervenuti nel dibattito il presidente dell’Assemblea Cicala che ha illustrato il documento e il consigliere Cifarelli (Pd)