Lavoro, Rosa: più assunzioni a tempo e più licenziamenti

Esaminando i dati Inps, il capogruppo di Lb-Fdi afferma che “in Regioni in cui vi è una base imprenditoriale solida e politiche di sviluppo concrete, le assunzioni a tempo indeterminato crescono molto di più che in Basilicata”

&ldquo;Tutti gioiamo per quel 29,8% di assunzioni in pi&ugrave;, nel primo semestre del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014, che fanno schizzare la Basilicata in vetta alle Regioni italiane. I dati Inps lo confermano, finalmente qualcosa si muove. Ma i numeri sono la rappresentazione della realt&agrave; e devono essere letti nella loro interezza per aiutare ad orientare le politiche occupazionali e di sviluppo di chi governa. Se, quindi, &egrave; legittimo e giusto gioire, non possiamo fermarci ai proclami ma dobbiamo approfondire la realt&agrave; che questi numeri ci consegnano e migliorarla&rdquo;. E&rsquo; quanto afferma il capogruppo di Lb-Fdi in Consiglio regionale, Gianni Rosa, per il quale &ldquo;a ben guardare, infatti, la Basilicata rispetto a tutte le altre Regioni mostra una propensione, nei primi sei mesi dell&rsquo;anno, ad assunzioni a tempo determinato. Su quelle a tempo indeterminato siamo sestultimi. Siamo i primi, invece, per licenziamenti. Quell&rsquo;11,8% rappresenta il dato peggiore in Italia: in Basilicata, da gennaio si &egrave; licenziato di pi&ugrave; che in tutto il resto della Nazione. E proprio questo dato peggiora rispetto al primo semestre 2014. Questo vuol dire che aumentano s&igrave; le assunzioni ma aumentano anche i licenziamenti&rdquo;.<br /><br />A parere di Rosa, &ldquo;se poi si approfondisce l&rsquo;analisi, si pu&ograve; constatare agevolmente che le assunzioni che in percentuale aumentano di pi&ugrave; sono quelle a termine e che aumentano anche i rapporti di lavoro instaurati tramite voucher del valore nominale di 10 &euro; che hanno un&rsquo;impennata, rispetto ai primi sei mesi del 2014, dell&rsquo;81%, passando da 201.904 a 365.377. Insomma cresce l&rsquo;occupazione, e di questo non si pu&ograve; che essere contenti, ma che tipo di occupazione cresce? Quella precaria. I precari battono gli stabilizzati di 10.000 unit&agrave;. Meglio di niente? Sicuramente. Ma una classe di governo seria dovrebbe ripiegarsi sul perch&eacute; non aumenta il lavoro stabile e sul come incrementarlo. A noi sembra che la fragilit&agrave; e in alcune zone della Basilicata persino l&rsquo;assenza di un tessuto imprenditoriale sia la causa della precarizzazione del lavoro in Basilicata. Contare, come si &egrave; fatto nel passato, solo sul pubblico impiego &egrave; oramai anacronistico. La situazione economica degli Enti locali dovrebbe aver insegnato qualcosa a chi ci governa&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Quanto incidono &ndash; si chiede Rosa – su questi dati, l&rsquo;assistenzialismo delle politiche regionali? Quanto l&rsquo;assenza di sostegno alle imprese? Su questo dovrebbe riflettere il Governo regionale. Ci rendiamo conto che analisi di questo tipo porterebbero a rivedere tutti i provvedimenti assunti in questo anno, non ultimo l&rsquo;assestamento in cui, ancora una volta, Pittella dimostra di non avere progettualit&agrave; serie di sviluppo, azzerando le gi&agrave; esigue risorse destinate alle imprese. Fa sorridere, poi, l&rsquo;affermazione del presidente della Regione che attribuisce l&rsquo;aumento dei contratti a termine al jobs act. Nel Pd deve esserci una qualche confusione visto che, proprio pochi giorni fa, Renzi esultava: grazie al jobs act &lsquo;Crescono i contratti stabili&rsquo;. Vero &egrave;, invece, che in Regioni in cui vi &egrave; una base imprenditoriale solida e politiche di sviluppo concrete, le assunzioni a tempo indeterminato crescono molto di pi&ugrave; che in Basilicata che si ferma al 25,6%: Piemonte 52%, Veneto 45,9%, a volerne menzionare alcune. Se a ci&ograve; concorra il jobs act &egrave; ancora da chiarire&rdquo;.&nbsp;

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