LAVORO E PREVIDENZA PER LE PROFESSIONI, DIBATTITO ALL’UNIBAS

Si svolgerà domani, giovedì 19 maggio a Potenza, un seminario su “lavoro e previdenza” organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Potenza e dall’Inarcassa, in collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e l’Università degli Studi della Basilicata.
L’appuntamento è previsto alle 16.00, nell’aula magna dell’Unibas della sede Macchia Romana.
“La particolarità dell’iniziativa – si legge in un comunicato stampa – sta nella modalità di approccio a un tema che sembra destinato ai tecnici e agli addetti ai lavori. Nell’appuntamento di domani, infatti, si parlerà di professioni e previdenza soprattutto agli studenti vicini al termine del proprio percorso di studi: saranno questi giovani futuri ingegneri a dover gestire oneri e competenze previdenziali una volta diventati liberi professionisti.
Al dibattito parteciperanno Giuseppe Santoro presidente dell’INARCASSA, la rettrice dell’Unibas Aurelia Sole, il direttore della Scuola di Ingegneria Ignazio Mancini, il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Potenza Egidio Comodo, il tesoriere del CNI Michele Lapenna e il presidente della Sezione di Potenza dell’Associazione Italiana Dottori Commercialisti Vito Romaniello.
«Auspico che questo seminario sia il punto di partenza di un nuovo modo di interagire tra università e mondo reale – spiega Egidio Comodo, tra i promotori dell’evento – . Un sistema che favorisca un più agevole salto di giovani laureati nel mondo del lavoro e dell’economia in cui trovare la propria, giusta, collocazione.»
Le previsioni diffuse dalle istituzioni competenti lasciano del resto intravedere uno scenario preoccupante: la pensione di chi è nato nel 1980 sarà del 25% inferiore a quella che percepisce chi è nato nel 1945 e oggi ha 70 anni.
«Per questo bisogna cambiare prospettiva la previdenza non è una tassa ma un salvadanaio all’interno del quale vengono custoditi ed amministrati i nostri soldi per vederceli restituiti, magari ben rivalutati, nel momento in cui andremo in pensione – aggiunge Comodo -. Tutti i nostri sforzi, in qualità di rappresentanti di alcune categorie libero-professionali devono essere puntati a favorire processi virtuosi che inneschino opportunità lavorative, soprattutto innovative.»
bas04 

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