Lavori Tito Brienza, Mollica aderisce a protesta sindacati

Il presidente del Consiglio regionale scrive al capo compartimento dell’Anas affinché vengano fornite risposte a una questione che si pensava conclusa

Il Presidente del Consiglio regionale, Francesco Mollica annuncia la sua totale adesione a sostenere la manifestazione di protesta messa in campo dai sindacati dei lavoratori edili Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil in programma per domani, per sollecitare l&rsquo;avvio dei lavori sul sesto lotto della Tito-Brienza.<br /><br />&ldquo;Una questione &ndash;&nbsp; sottolinea&nbsp; &ndash; verso la quale mi impegnai, gi&agrave; nel 2006 quando ricoprivo la carica di Assessore, attraverso l&rsquo;organizzazione di incontri spesso animati e che sembrava fosse arrivata a conclusione del suo iter dopo aver chiuso anche rapporti con l&rsquo;amministrazione locale e gli organi preposti. E invece, dopo 10 anni, purtroppo, non abbiamo assistito a nessuna svolta, almeno per i cittadini. Anzi, forse, abbiamo avuto un peggioramento delle condizioni di quel circondario, peraltro strategico per la circolazione, e disagi alla popolazione a causa del traffico quotidiano&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Lo stato dei fatti, dimostra ancora una volta i ritardi da parte degli organi responsabili. &Egrave; per questo &ndash; rende noto Mollica &ndash;&nbsp; invier&ograve; in queste ore una lettera al capo compartimento dell&rsquo;Anas, perch&eacute; sarebbe doveroso dare risposte sulla causa degli stessi e sullo stato dei lavori che continuano a fare delle strade lucane opere incompiute. Una missiva per chiedere di intervenire con la massima urgenza al fine di&nbsp; rimuovere questo stato di abbandono che mina la messa in sicurezza di diverse arterie&rdquo;.<br /><br />L&rsquo;idea di scrivere all&rsquo;Anas nasce proprio in questi giorni in cui il Presidente &egrave; impegnato nel girare la Basilicata, raccogliendo cos&igrave; le istanze dei cittadini. &ldquo;Ormai, sempre pi&ugrave; &ndash; conclude Mollica &ndash; i cittadini si sentono depauperati del loro diritto alla mobilit&agrave; e frustrati per la totale assenza delle istituzioni che avrebbero, loro s&igrave;, il dovere di garantire questi servizi&rdquo;.<br />

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