Lacorazza: “Investire sulla scuola, per una regione aperta”

Il presidente del Consiglio regionale incontra gli studenti dell’Istituto di istruzione superiore di Bernalda. E sulle riforme ammonisce: “Abbiamo bisogno di istituzioni vicine ai cittadini, l'idea di portare tutti poteri a Roma è sbagliata”

A volte 140 caratteri non bastano a descrivere un problema. Ma provarci, a stare nei 140 caratteri, &egrave; comunque utile per tentare di arrivare alla sintesi. Si potrebbe riassumere anche cos&igrave; il confronto fra Piero Lacorazza e gli studenti dell&rsquo;Istituto di istruzione superiore di Bernalda (Igea ed Itcg). Perch&eacute; il presidente del Consiglio regionale, arrivato oggi a Bernalda per discutere del progetto di &ldquo;citizen journalism&rdquo; che ha visto questi ragazzi realizzare due servizi radiofonici di cinque minuti sui problemi del turismo e delle attivit&agrave; culturali, rispondendo alle loro domande ha chiarito subito il suo punto di vista: &ldquo;La politica difficilmente privilegia la comunicazione diretta. Provate a riassumere le mie risposte in 140 caratteri&rdquo;, ha chiesto consegnando il suo ipad agli studenti. Una provocazione raccolta da Alberto Arocha, Alessandra Pasciucco, Antonio Quintani, Manuela Di Leo, Francesco Di Pace, Angela Manigrasso, Angela Ambrosini e Francesco Mastronardi, che per un&rsquo;ora hanno interrogato il presidente del Consiglio regionale sui principali problemi dei giovani e della Basilicata: fuga dei cervelli, ambiente, turismo e prospettive di lavoro, innanzitutto, con un pressante invito alla politica e alle istituzioni a fare qualcosa per la comunit&agrave;.<br /><br />&ldquo;Dobbiamo rompere le pigrizie culturali e le consuetudini &ndash; ha risposto Lacorazza &ndash; anche delle classi dirigenti, smettendo di aspettarci che c&#39;&egrave; sempre qualcuno che fa qualcosa per noi. Questo non significa che le istituzioni non debbano fare il proprio dovere. Ma occorre anche spezzare questa sorta di &lsquo;schiavit&ugrave; culturale&rsquo; e iniziare a immaginare cosa pu&ograve; fare ognuno di noi, iniziando a pensarci come una regione che sta nel mondo. Non possiamo essere una realt&agrave; chiusa. Siamo dentro la globalizzazione, bisogna accorciare le distanze, investire sulla cultura e sui saperi&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Il lavoro deve essere l&rsquo;assillo del nostro impegno, sapendo che chi offre risposte semplici a problemi complessi rappresenta un modo vecchio di fare politica. Questo progetto – ha aggiunto il presidente – mi fa ritrovare il mondo della scuola, al quale ho cercato di dedicare molto impegno nella mia precedente esperienza di presidente della Provincia. Dobbiamo aiutare i nostri ragazzi a vivere il mondo, con strumenti come il mini erasmus. E bisogna investire nella sicurezza e nell&#39;efficienza energetica delle scuole, oltre che in progetti di grande valore etico come i viaggi di istruzione nei luoghi della memoria. Penso a quelli fatti nei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, dove ho scoperto una generazione che ha grande sensibilit&agrave;&rdquo;, ha detto ancora Lacorazza ricordando che proprio oggi &egrave; il settantesimo anniversario dell&rsquo;eccidio delle Fosse Ardeatine.<br /><br />La dirigente scolastica Anna Di Trani e il professor Pino Lettini, referente del progetto, hanno sottolineato che i ragazzi hanno una straordinaria sensibilit&agrave; dei problemi attuali, e che occorre dare risalto alle loro voci perch&eacute; non restino isolate. Hanno inoltre invitato il Consiglio regionale a non restare scollegato dalla realt&agrave;, a credere nei giovani e dare a loro e al mondo della scuola maggiore spazio e fiducia.<br /><br />Inevitabili anche le domande sulle riforme costituzionali. &ldquo;E&rsquo; sbagliato &ndash; ha risposto Lacorazza – togliere ogni potere a Comuni, Province e Regioni. Ci sono stati gli scandali e saranno accertate le responsabilit&agrave;, ma questo non significa che si debbano eliminare le Regioni, altrimenti nel &rsquo;93 dopo tangentopoli avremmo dovuto eliminare il Parlamento. Piuttosto, pensate che l&#39;indirizzo scolastico e l&#39;urbanistica, o le politiche ambientali si possano decidere a Napoli o a Bari? Certo, occorre diminuire i costi. Ma la verit&agrave; &egrave; che abbiamo bisogno di istituzioni vicine ai cittadini, e l&#39;idea di portare tutti poteri a Roma &egrave; sbagliata&rdquo;.<br /><br />Per la cronaca, alla fine del dibattito nessuno degli studenti &egrave; riuscito a sintetizzare in 140 caratteri le risposte di Lacorazza. Ma tutti hanno proposto la propria sintesi, mostrando di avere ben chiari i problemi da affrontare. E dove non arrivano i tweet, ci sono comunque i testi dei Krikka Reggae, la band di Bernalda evocata (fra gli applausi) da Lacorazza come esempio di comunicazione immediata ed efficace.&nbsp;

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