“Diventa necessario mettere a disposizione quello che c’è in Basilicata per aiutare i terremotati dell’Emilia. I capannoni industriali caduti in quelle zone, hanno distrutto vite umane e possono rappresentare la perdita di una presenza in un mercato assai competitivo. In Valbasento ci sono circa 70.000mq di capannoni esistenti e disponibili, i servizi sono già a bocca di lotto, tutta l’area della Valbasento è collegata da una viabilità dignitosa. Ecco tutto questo può servire per una delocalizzazione temporanea ordinata e governata, di parte di quelle produzioni danneggiate in Emilia dal terremoto”. E’ la proposta di Nicola Savino, vice presidente della Federazione Italiana dei Consorzi ed Enti Industriali. Per Savino diversi i vantaggi: si continuerebbe a produrre senza alcuna interruzione; si porterebbe a valore, sia pure per un tempo determinato, un patrimonio di capannoni industriali già esistenti e temporaneamente non utilizzati a causa della nota crisi produttiva; si aiuterebbe a sviluppare un rapporto tra territori e mentalità diversi da cui potrebbe nascere un processo più duraturo; Si contribuirebbe a legare sempre più i destini di territori e di popolazioni in una visiose nazionale e non localistica e ciò potrebbe ridare slancio al Paese.
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