“Ad oggi sono state decretate 20 aree di crisi industriale complessa, sulle quali sono state destinate complessivamente risorse finanziarie sulla legge 181/89 per un ammontare di circa 450 milioni di euro e per un impegno complessivo di risorse che oggi si attesta intorno ai 215 milioni di euro”. Lo ha detto il responsabile pianificazione strategica e politiche industriali di Invitalia Andrea Bianchi nel corso dell’audizione in commissione Attività produttive al Senato riguardo le aree di crisi industriale complesse.
“La legge 181/89 – ha spiegato – è solo uno degli strumenti previsti a disposizione per le crisi industriali complesse. La maggior parte dei piani di riconversione industriale prevede ulteriori interventi, da un lato sul fronte delle politiche del lavoro, e poi vengono spesso proposti ulteriori interventi che riguardano altri interventi infrastrutturali tra cui logistica, infrastrutture digitale e risanamento ambientale”.
“La legge 181/89” riguardo le aree di crisi industriale complesse “si mostra come uno strumento estremamente rigido rispetto alla dimensione e alla tipologia di imprese presenti all’interno delle aree di crisi complessa. Oggi l’ambito di applicazione è stato ampliato, ma mostra ancora elementi di complessità in termini di criterio di accesso alle agevolazioni. Tale situazione rende più complesse le istruttorie e le interlocuzioni con le imprese”. Così il responsabile pianificazione strategica e politiche industriali di Invitalia Andrea Bianchi nel corso dell’audizione in commissione Attività produttive al Senato riguardo le aree di crisi industriale complesse.
“Questi 10 anni di attuazione – ha spiegato – permettono di evidenziare una serie di fattori critici. Il primo fattore è la disomogeneità delle risposte territoriali. È quindi difficile dare un giudizio complessivo e unitario rispetto agli interventi che si sono realizzati. La seconda criticità riguarda i tempi di realizzazione. In alcuni casi la tempistica tra la dichiarazione della crisi e l’accordo di programma richiede alcuni anni rendendo lo strumento meno efficace.
Tra le possibili soluzioni, Bianchi ha presentato la possibilità di “garantire coerenza di integrazione delle politiche”. Sottolineando che c’è un problema di “aggiornamento e flessibilità normativa” e “nell’ambito del tavolo tecnico aperto dal Mimit è stata avviata un’interlocuzione al fine di modificare l’operatività della 181 rispetto alle esigenze emerse dal territorio. Il terzo elemento di suggerimento riguarda l’ampliamento degli strumenti agevolativi”.