Gli agricoltori lucani sono sconcertati sulla vicenda dell’Imu. Agitazione e fermento nelle campagne per una misura che considerano iniqua, e per questo si preannunciano mobilitazioni su tutto il territorio regionale, a partire dai presidi delle Prefetture di Potenza e di Matera. A sostenerlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori. Tra i “casi più clamorosi”: Ferrandina, Grassano, Grottole, Irsina, Matera, Miglionico, Pomarico e Salandra, che, malgrado si trovino ad un’altitudine superiore ai 400 metri, risultano assoggettati all’imposta. In Basilicata 106 comuni sono considerati totalmente montani e 9 parzialmente montani. Di qui il sostegno della Cia alle iniziative avviate dall'Anci Basilicata e dai Comuni per ottenere almeno una proroga dei pagamenti.
Accade – denuncia il Presidente nazionale della Cia Dino Scanavino – che l’Istat si sfila dalle responsabilità dei dati utilizzati dal Governo per individuare i criteri e i parametri che hanno generato l’Imu sui terreni agricoli. Questo mostra un evidente situazione di caos, le cui spese verranno pagate da agricoltori e collettività. A questo punto -prosegue il Presidente della Cia- viene anche il sospetto che alla fine la responsabilità di quello che sta accadendo si voglia far ricadere sugli agricoltori, su quelli che stanno subendo le conseguenze di questa condizione che si è creata. Il Governo intervenendo sulla revisione dei criteri di determinazione delle aree di esenzione Imu dei terreni agricoli avvenuta con il Disegno di legge 4/15 ha sottolineato la congruità dei nuovi parametri, definiti sull’effettiva natura e posizione dei terreni agricoli. E’ del tutto palese che quanto affermano gli agricoltori e fortemente sostenuto dalla Cia, non rappresenta una mera e strumentale rivendicazione, ma coglie l’evidente iniquità e irragionevolezza di questa norma che necessariamente deve essere sostanzialmente revisionata.
Stiamo parlando -concude il Presidente della Cia- di una tassa che peserà circa 300 milioni, ben 7 volte di più di quanto stabilito per le concessioni delle frequenze televisive per Mediaset, una vicenda quest’ultima che a differenza della questione dell’Imu agricola sta avendo grande rilievo presso l’informazione di massa.
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