I lavori della III Commissione consiliare

Consorzio Bonifica Bradano Metaponto, prodotti agricoli a chilometri zero e sostegno Gasp l’oggetto dell’audizione dell’assessore Mazzocco. Iscrizione A.T.C. della Basilicata la materia sollecitata dall’assessore provinciale di Potenza, Figliuolo

La III Commissione consiliare permanente, “Attività produttive, Territorio e Ambiente”, riunitasi questa mattina sotto la presidenza del consigliere Romaniello (Sel), ha audito l’assessore all’Agricoltura, Mazzocco in relazione alle problematiche organizzative del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto. La richiesta di audizione era stata sollecitata dal consigliere Castelluccio (Pdl) per la grave situazione debitoria e il mancato rispetto degli accordi sindacali relativi alla stabilizzazione del personale precario del Consorzio in questione.

“La situazione debitoria dei Consorzi – ha esordito l’assessore Mazzocco – dipende dal costo dell’acqua e dell’energia elettrica. I fondi regionali – ha precisato – non consistono in trasferimenti ma in finanziamenti per progettualità. Quest’anno sono stati chiusi tutti i progetti relativi al periodo 2002-2008. Al momento posso confermare che c’è un’apertura da parte dell’Eipli (Ente per lo Sviluppo dell'Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia) per avviare un tavolo di discussione mirato a risolvere le situazioni debitorie”. “Per quanto riguarda i tributi – ha proseguito l’Assessore – in questa Regione è stato annullato il tributo 660, riferito al contributo dovuto per il riparto delle spese per le attività di mantenimento delle opere idrauliche e di manutenzione e funzionamento delle opere irrigue. Si è, dunque, tolta una fonte normativa del reddito, pertanto, c’è una situazione da sanare e nel prossimo bilancio bisogna prevedere chi se ne farà carico. Dal 2003 al 2008 abbiamo avuto un gettito di 52 milioni di euro. In questo stesso periodo sono stati incassati dal Consorzio circa 39 milioni di euro. Dunque, in 8 anni, il Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto ha registrato una situazione debitoria di 12 milioni di euro. Nello stesso periodo, il residuo relativo al tributo 648, riferito al contributo dovuto per il riparto delle spese per l'esercizio irriguo, è stato pari a 5 milioni e 800 mila euro”. “Per quanto attiene, invece, la situazione dei 36 lavoratori stagionali – ha dichiarato la Mazzocco – non lasceremo il Consorzio da solo nella definizione delle assunzioni, in coerenza con il piano che individua le fonti di finanziamento, così come è stato richiesto anche dal Prefetto nell’incontro svoltosi il 17 novembre scorso”.

La seconda parte dell’audizione dell’assessore all’Agricoltura ha riguardato due proposte di legge. La prima, d’iniziativa del consigliere Mollica (Mpa) inerente “norme per orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli di origine regionale a chilometri zero”. La seconda, d’iniziativa del consigliere Falotico (Plb) ed altri riguardante “norme per il sostegno dei gruppi d’acquisto solidale e popolare (Gasp) e per la promozione dei prodotti alimentari da filiera corta e di qualità”.
L’assessore Mazzocco nell’esprimere parere favorevole ad entrambe le proposte di legge, ha invitato i proponenti ad armonizzarle in un unico disegno di legge e ha fornito alcuni suggerimenti. “Ritengo – ha sottolineato – che all'interno della proposta non è sufficiente parlare di ‘prodotti a chilometro zero’ ma vada inserita la dicitura: ‘va incentivata la promozione al consumo di prodotti stagionali, tradizionali, biologici e prodotti di qualità’”. “Gli alimenti a Km zero – ha proseguito – oltre a provenire da una specifica zona di produzione, offrono maggiori garanzie di freschezza e genuinità per l'assenza, o quasi, di trasporto e di passaggio. Portare anche all'interno delle strutture pubbliche come scuole, ospedali, mense aziendali così come nel mondo della ristorazione privata questa tipologia di prodotti rappresenta un modo concreto per dare sostegno al mondo degli agricoltori, venendo incontro anche alle esigenze degli stessi consumatori che nei prodotti alimentari cercano qualità e igiene, ma soprattutto tracciabilità. Gli alimenti a Km zero hanno un prezzo contenuto, sia per i ridotti costi di trasporto e di distribuzione, sia per l'assenza di intermediari commerciali e sono soggetti ad un basso ‘ricarico’ del venditore che, il più delle volte, è lo stesso agricoltore o allevatore”. A parere dell’esponente dell’esecutivo “è importante, anche a livello regionale, recepire il generale orientamento comunitario a sostegno dei prodotti agricoli a comprovata sostenibilità ambientale, per i quali sia dimostrabile un ridotto apporto di emissioni di gas a effetto serra rispetto ad altri prodotti equivalenti presenti sul mercato. Promuovere prodotti a km zero significa ridurre l'impatto ambientale delle produzioni agricole ed agroalimentari e, più in generale, contribuire a ridurre l'impronta ecologica delle produzioni, ma anche incoraggiare la produzione, la commercializzazione e il consumo dei prodotti locali di qualità, salvaguardando le tradizioni locali, le strutture produttive artigianali e quindi molta parte del nostro patrimonio di saperi e di sapori”. “La costituzione di un Gruppo di acquisto solidale e popolare (Gasp) – ha detto – rappresenta uno strumento per dare concretezza a questa proposta di legge e un chiaro impegno per valorizzare la filiera corta dei prodotti agro‐alimentari locali. E’ necessario rafforzare lo sviluppo locale tramite la costituzione di una filiera corta che permetta agli agricoltori di continuare la loro attività, indirizzandola verso la qualità ambientale e il rapporto diretto con i consumatori. Importante è anche l'azione di educazione all'alimentazione sana, corretta e consapevole e la fornitura di prodotti freschi, stagionali e tradizionali a partire dall'infanzia. Si intende inoltre far conoscere i vantaggi degli acquisti di gruppo, sia in termini di risparmio e qualità, che per la solidarietà nel gruppo e nei confronti dei produttori. La solidarietà a cui fa riferimento la sigla significa che tutti gli associati sono coinvolti nel processo che porta i prodotti dall'azienda di produzione alle rispettive case. Questo consente di trovarsi insieme e valorizzare, oltre ai prezzi contenuti, anche la dimensione relazionale. Ruralità, territorialità, stagionalità, eticità sono alcuni dei criteri-chiave per la scelta dei produttori. Il GASP è quindi un’occasione per i produttori virtuosi di farsi conoscere e per i soci di avere una più che valida alternativa alla grande distribuzione con riflessi sull’ambiente, limitando i trasporti e gli imballaggi, e quindi anche sulle altre persone".
I consiglieri Falotico e Mollica si sono dichiarati soddisfatti per le valutazioni esposte dall’assessore Mazzocco e disponibili a raccogliere i suggerimenti forniti invitando gli uffici preposti a collaborare per l’armonizzazione delle due proposte di legge.

L’organismo consiliare ha, successivamente, audito l’assessore alle Attività Produttive della Provincia di Potenza, Figliuolo circa le problematiche inerenti le iscrizioni agli A.T.C. della Basilicata.
L’assessore Figliuolo ha fatto presente che “la superficie agro-silvo-pastorale della Provincia di Potenza in cui è ammessa l’attività venatoria è di circa 300 mila ettari ripartiti su 3 A.T.C. La densità venatoria deve rispondere all’indice di un cacciatore ogni 19,21 ettari di superficie disponibile, pertanto, in Provincia di Potenza si possono rilasciare complessivamente 15 mila permessi di caccia. In totale, tra la provincia di Potenza e quella di Matera, vi sono 7.048 cacciatori per cui si desume che in ambito provinciale si potrebbero rilasciare circa 8 mila tesserini ai cacciatori fuori Regione, ripartiti proporzionalmente per ogni A.T.C.”. “Il regolamento attuativo della L.R. 2/85, invece – precisa Figliuolo – stabilisce all’art.8 che nel calcolo degli accessi, gli A.T.C. devono tenere in considerazione tutti i cacciatori del territorio regionale. Considerando per ogni A.T.C. 100 mila ettari, si deduce che in ogni Ambito si possano rilasciare circa 5 mila permessi di caccia per cui i cacciatori non residenti in regione non potrebbero ottenere il permesso”. “Questo – ha sottolineato Figliuolo – il ragionamento alla base della Delibera di Giunta regionale n.725/2007 revocata, poi, lo scorso settembre. Di qui la necessità di un atto chiarificatore che semplifichi il sistema di calcolo agli A.T.C.”.
Il presidente Romaniello, in conclusione dei lavori, ha assunto l’impegno di convocare gli assessori al ramo delle due Province, quelle di Potenza e di Matera, per lavorare in sinergia ad una ipotesi di modifica della legge.

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