Giovanni Barozzino (SI) su lavoro e Costituzione.

“Da oltre venti anni assistiamo a un attacco spudorato, violento, al mondo del lavoro e alla sua dignità, anni coincisi con l’affacciarsi sulla scena internazionale della più poderosa crisi economica registrata dal Secondo Dopoguerra. Un attacco- sottolinea il sen. Giovanni Barozzino di Sinistra Italiana – studiato a tavolino e pianificato dai poteri forti, dalle lobby economiche, dalle banche e in generale dal padronato internazionale, con la complicità totale di governi fantoccio figli di una politica sempre più artificiale… cui va ad aggiungersi la totale subalternità dei grandi mass media, definitivamente avviati al tramonto di qualsiasi forma di autonomia.
Dividi et impera: un motto vecchio secoli ma sempre attuale fra i potenti e le Lobby, che probabilmente hanno poco gradito le conquiste dei lavoratori, nel corso del Novecento, che vanno dall’affermarsi dei  diritti della Costituzione Repubblicana, allo Statuto dei lavoratori, etc.
La crisi come opportunità di restaurazione da parte dei padroni: quale migliore occasione per attuare una serie di controriforme volte a colpire ancora una volta i più deboli? Quale migliore momento storico per fare i conti con quante e quanti hanno preteso di alzare la testa esigendo dignità? Tutto più facile quando è in corso una crisi, perché in essa i lavoratori sono più facilmente divisibili, perché più soli, più deboli…
Si pratica così un protocollo sperimentato, quello della guerra tra poveri, disoccupati, precari.
E’ solo in questo quadro- aggiunge il Senatore- che ha potuto trovare attuazione lo l Jobs Act. atto finale della distruzione dei diritti dei lavoratori , passata dall’attacco alla scala mobile da parte di Craxi, al pacchetto Treu e per gli “esodati” della ministra ‘piagnuccona’ di Monti. In questo excursus matura la vergogna dei vaucher e la meschina cancellazione dell’articolo 18.
Oggi, però, il gioco comincia a essere chiaro anche agli occhi di chi ha creduto alle menzogne nascoste dietro la narrazione di Renzi e dei suoi prodi. Le elezioni amministrative dimostrano che la storia del paese che cresce e di una sinistra – che della sinistra non conserva nulla, essendosi trasformata socialmente in una delle peggiori destre – al governo che risolve i problemi è oramai solo una favola… molto fantasiosa e, soprattutto, molto lontana dalle disperazioni sociali che le politiche messe in campo fin qui hanno prodotto. Che Renzi e il Pd non abbiano più nulla in comune con la storia della sinistra – anche solo quella moderata – è un dato noto anche ai bambini. E dunque- conclude il comunicato- c’è urgente bisogno di una sinistra che torni ad ascoltare e parlare con quelli che, in questi anni, si sono allontanati e c’è urgente necessità di una sinistra che torni a mettere in capo alle sue priorità la questione sociale –,lavoro e reddito e garantito, declinandola con un nuovo modello che metta al centro insieme la salute e l’ambiente”.

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