Il capogruppo di Idv chiede “un’immediata discussione dell’intesa Regione-Geogastock in Consiglio regionale”
E’ tale la confusione che circonda l’intesa Regione-Geogastock che è necessaria una informativa completa ed esauriente del presidente De Filippo e dell’assessore Mancusi, per la sua competenza, direttamente in Consiglio regionale, perché la trasparenza non è un termine generico e tanto meno una promessa di essere più buoni nell’anno nuovo”. A sostenerlo è il presidente del Gruppo Idv Nicola Benedetto sottolineando che “le precisazioni diffuse da non meglio precisati uffici regionali non precisano proprio nulla, anzi non distinguono nemmeno i Comuni interessati dal progetto tenuto conto che in un primo momento si è parlato di Ferrandina, Grottole e Salandra e successivamente di Pisticci, Ferrandina e Salandra, salvo a precisare che per una delle due parti del progetto (quella di Pisticci) non è stata data l’intesa. Il Presidente non si nasconda dietro gli uffici ma si assuma fino in fondo ogni responsabilità, almeno per questa volta – continua Benedetto – ci fornisca tutta la documentazione necessaria per conoscere in dettaglio i termini dell’intesa, perché non ci fidiamo più nemmeno dei calcoli dei ragionieri del suo staff che non conoscendo la Valbasento al punto da confondere Pisticci con Grottole non so come abbiano potuto fare i calcoli, pur in possesso (mi auguro) di calcolatrice scientifica”.
“Per quanto mi riguarda giocare sui termini ‘concessione’ e non vendita – dice il capogruppo di Idv – serve a poco, come serve a poco riferire che la ‘concessione’ ha durata di 20 anni e non 40 anni, non certo per volontà regionale ma lo prevede il decreto legislativo 164/00 (dopo che fa Geogastock, ‘smonta’ gli impianti?) perché la sostanza non cambia in quanto nel cosiddetto piano di prescrizioni ambientali non riusciamo a leggere alcun riferimento alla questione centrale che ho posto: quale modello di sviluppo si immagina per la Valbasento e di conseguenza per la Basilicata. A me pare che la scelta sia chiara: far diventare il territorio regionale quella che in gergo tecnico viene definito una piattaforma di risorse energetiche (gli esperti di comunicazione del Presidente preferiscono chiamarla ‘trappola’) con il petrolio in Val d’Agri e nel Sauro, in provincia di Potenza e il gas in Valbasento, in provincia di Matera. Se è questo il disegno di trasformare la Regione in società energetica lo si dica senza ricorrere ad una nuova campagna di informazione di regime”.
“Infine chiedo al presidente del Consiglio Folino – conclude Benedetto – di esercitare fino in fondo le sue prerogative di garante dei diritti dei consiglieri perché come precisano gli uffici regionali, che dunque ne sono a conoscenza, la mia mozione su Geogastock con la richiesta di coinvolgere il Consiglio, è da tempo protocollata all’Ufficio di Presidenza del Consiglio ma non è stata ancora portata in aula come quella relativa alla centrale Sogenia in Valbasento. Ma sono convinto che questa volta Folino favorirà la mia sollecitazione per un’immediata discussione dell’intesa Regione-Geogastock in Consiglio senza attendere la fine delle vacanze”.