Intervento di
don Paolo D’Ambrosio – Rettore del Santuario Regionale di Viggiano
don Enzo Fiore – Rettore del Santuario Diocesano di Tolve
Misericordes sicut Pater!”.
E’ il motto – lo sappiamo – che Papa Francesco ha scelto per questo Anno Santo della Misericordia, che si avvia ormai alla conclusione.
“Dio nessuno lo ha mai visto”, ci ricorda l’evangelista Giovanni (1,18), eppure Egli ha eletto la storia degli uomini, intrisa di luci e di ombre, a luogo privilegiato della sua rivelazione. E’ nella storia, infatti, che Dio parla (la Bibbia, in fondo, non è che il racconto ispirato della storia del popolo eletto), ed è ancora nella storia che il suo Figlio Unigenito si incarna, facendosi egli stesso volto e parola del Padre misericordioso.
L’Incarnazione del Figlio si prolunga, in qualche modo, nella storia della Chiesa e, soprattutto, nella vita dei suoi figli eletti, i Santi, e – prima fra tutti – della Vergine Santissima, che in quanto Madre di Cristo è anche Madre della misericordia e di ogni grazia. Le loro esistenze, infatti, sono il “vangelo vissuto”, infinitamente più credibile del vangelo semplicemente letto o predicato, e soprattutto comprensibile da tutti, anche da chi non è stato toccato dalla grazia della fede.
E’ di qui che è nata, nella nostra mente e nel nostro cuore, l’idea di “gemellare” i nostri due Santuari e le nostre comunità civili.
Come Papa Francesco, nello scorso mese di Febbraio, all’inizio della Quaresima, ha proposto a tutta la Chiesa il messaggio della misericordia di Dio incarnato nelle vite di San Pio da Pietrelcina e di San Leopoldo Mandic, così – d’intesa con i nostri rispettivi Arcivescovi, S. Ecc. Mons. Salvatore Ligorio e S. Ecc. Mons. Francesco Sirufo, che salutiamo e ringraziamo – noi abbiamo pensato di avviarci alla conclusione del Giubileo additando al caro popolo lucano lo stesso messaggio nei due più forti simboli della sua storia religiosa e della sua identità: la Madonna del Sacro Monte di Viggiano, che oltre ad essere “Mater misericordiae” è anche Regina e Patrona della nostra Regione, e San Rocco, che pur non essendo lucano né essendo mai stato in Lucania, è tuttavia “lucano di adozione”, essendo – dopo la Madonna – il Santo indubbiamente più venerato in Basilicata, oltre che un autentico campione dell’amore misericordioso di Dio verso i malati ed i più poveri.
In più, sia la Madonna di Viggiano che San Rocco ci richiamano al cammino come dimensione fondamentale della nostra esistenza: se San Rocco, infatti, è il “santo pellegrino” per antonomasia, avendo fatto della strada il suo luogo privilegiato di incontro con Dio, riconosciuto nella persona dei più miseri, anche la Madonna di Viggiano è una “Madonna in cammino”, dal momento che ogni anno peregrina da Viggiano al Sacro Monte e viceversa e che – a partire dal 1949, con la prima storica Peregrinatio in preparazione all’Anno Santo del 1950 – ha preso a visitare periodicamente le comunità della nostra Regione e delle regioni limitrofe. In più, la sua dolcissima immagine ha accompagnato i tanti lucani emigrati in ogni parte del mondo alla ricerca di lavoro e di dignità, sì che Santuari e Missioni in suo onore sorgono oggi un po’ dappertutto, dall’Australia al Canada, dall’Argentina al Congo, ambasciatori non solo della lucanità nel mondo, ma anche segni concreti della carità del nostro popolo verso i meno fortunati.
E poiché i nostri Santuari sono inseriti in una comunità di uomini e donne concreti, con la loro storia di gioie e di difficoltà, abbiamo voluto che non solo essi si “gemellassero” nel segno della misericordia, ma abbiamo chiesto ai rispettivi Sindaci che il gemellaggio coinvolga anche le comunità civili e le loro istituzioni.
Nemmeno l’ateo e l’agnostico, infatti, possono negare che la cultura cristiana costituisca la radice più profonda dell’identità del nostro popolo lucano e che la cosiddetta “pietà popolare” sia ancora oggi, a dispetto di tutte le analisi sociologiche degli ultimi decenni, un elemento estremamente vivo ed interessante, non solo sul piano religioso, ma anche su quello sociale.
Ovviamente, rifuggendo da ogni ingenuo trionfalismo, siamo consapevoli del fatto che, come ogni altra cosa umana, la differenza la farà sempre la nostra disponibilità.
La doppia Peregrinatio della Madonna a Tolve e di San Rocco a Viggiano è come un “contenitore”, la cui bontà e preziosità dipenderà unicamente da ciò che vorremo mettervi dentro (ottimo vino o semplice acqua!) e, soprattutto, dall’accoglienza o meno delle tante grazie che la Vergine Santissima ed il Santo Pellegrino di Montpelier vorranno riversare su di noi in questi giorni.
Il nostro augurio, pertanto, è che riusciamo a riempirli dell’ottimo vino non solo della preghiera e dei sacramenti, ma anche delle opere concrete di misericordia, come ripetutamente ci insegna Papa Francesco.
Anche i nostri due Santuari si impegnano per l’occasione a sostenere un’opera di misericordia, di cui ovviamente vi rendiconteremo al termine della Peregrinatio. Tolte le comprensibili spese, infatti, quanto verrà raccolto durante la settimana sarà consegnato nelle mani di Papa Francesco, perché la sua carità raggiunga tutti, specie quanti costretti dalla guerra o dalla fame a lasciare le loro patrie e a cercare dignità e lavoro nel vecchio continente.
Alle due Arcidiocesi direttamente interessate di Potenza e di Acerenza, ma anche a tutta la Lucania cattolica e mariana affidiamo il ricco programma di questa settimana, che vedrà coinvolti tutti i Vescovi della Regione, ma anche le sue Autorità Civili e Militari e, ne siamo certi, folle entusiaste di fedeli: la Vergine Madre di Dio e San Rocco ci donino di vivere ogni cosa nella gioia e nella carità reciproca, perché essi possano essere santamente fieri della nostra terra e della sua fede!