La Fp Cgil di Potenza in una nota sottolinea come le maestranze in servizio presso il depuratore delle acque reflue della città di Potenza diffidano nuovamente Acquedotto Lucano ad applicare le norme di salvaguardia previste dal dpr 207/2010 nonché dal richiamo al contratto di appalto il quale prevede che in caso di mancato pagamento delle retribuzioni la committente ha il diritto di intimare all’appaltatore il perfezionamento del pagamento entro 24 ore. Il sindacato sottolinea che i lavoratori sono illusi "con le solite false promesse di azzeramento del debito relativo alle mensilità pregresse e riportano nuovamente a quattro le mensilità arretrate, nonostante si fossero impegnati formalmente sia con le istituzioni sia con le maestranze a pagare entro il 10 giugno scorso la mensilità di aprile. Riteniamo e, siamo sempre più convinti, che una struttura come Acquedotto Lucano appositamente creata per la gestione dell’itero ciclo produttivo dell’acqua, al di là di ogni cavillo formale debba internalizzare il servizio di depurazione".
Queste le ragioni, per le quali il sindacato sosterrà lo stato di agitazione specificando in ogni caso che le maestranze sono ridotte allo stremo e potrebbero non essere in grado di assicurare con assiduità la presenza sul posto di lavoro con inevitabile ripercussione sulla qualità del servizio di depurazione.
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