Fp Cgil su fitto ramo d'azienda Don Uva

La Fp Cgil chiede "alla Giunta e al Consiglio regionale di assumere la vertenza del Don Uva di Potenza quale elemento centrale del dibattito politico e delle necessarie azioni conseguenti", poiché "la Casa Divina Provvidenza avrebbe intenzione di attivare il fitto del ramo di azienda senza la presenza della Regione Basilicata". E' quanto sostiene il sindacato in una nota, in cui si precisa come "a detta della stessa azienda sembrerebbe che il giudice abbia richiesto di attivare la procedura di evidenza pubblica per l'affidamento ad altro soggetto della struttura di Potenza, nonostante questa tipologia di procedura non sia né prevista né, tantomeno, richiesta dalla legge in presenza di concordato preventivo, come nel caso di specie. Questo avrebbe la grave ed inaccettabile conseguenza di estromettere completamente la Regione Basilicata dalla partita del fitto del ramo di azienda e di aprire le porte a chissà quale altro soggetto privato, magari già pronto a farsi avanti".
Come Fp Ccil "esprimiamo tutta la nostra contrarietà a sconosciute soluzioni di stampo privatistico. Non siamo disponibili ad affidare servizi e lavoratori a terzi, a noi non noti, che per ragioni a noi sconosciute possano essere interessati a rilevare un'azienda così compromessa e nella quale mai potranno investire con la stessa devozione e vero interesse pubblico, come si immaginava di poter fare con la presenza diretta della Regione Basilicata attraverso l'Azienda Sanitaria ASP di Potenza. Da sempre come Cgil – conclude la nota – avevamo paventato perplessità rispetto alla soluzione del fitto del ramo d'azienda. Mai avremmo potuto immaginare che in questo strano Paese si potesse arrivare a sconfessare un'intera regione, con tutti i suoi protagonisti, per altri voleri e poteri".

bas 07

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