Forestali, Romaniello: precarietà e lavoro primo impegno

Il capogruppo di Sel in Consiglio regionale esprime l’auspicio “che il presidente della Giunta accolga le richieste dei sindacati, che ancora una volta hanno dato prova di grande responsabilità”

“La manifestazione di oggi dei lavoratori forestali promossa dai sindacati confederali di categoria è un ulteriore segnale di malessere sociale che non può essere ulteriormente sottovalutato e nello specifico richiede il mantenimento da parte della Giunta regionale degli accordi sottoscritti nel 2009 con i sindacati per garantire le 150 giornate di lavoro a tutti gli operai forestali, mentre il piano approvato recentemente ne garantisce solo 112”. E’ quanto sostiene il capogruppo di Sel in Consiglio regionale Giannino Romaniello per il quale “le questioni della precarietà e della mancanza di lavoro devono diventare il primo impegno dell’agenda della Giunta Regionale”.

Nel dare atto al presidente De Filippo di aver voluto allargare alla presenza dei capigruppo consiliari l’incontro con la delegazione sindacale, l’esponente di Sel evidenzia che “anche sul piano del metodo di concertazione si deve realizzare una svolta perché troppi incontri e troppe task force di settore si sono risolti in nulla di fatto”.

“Per Sel – continua Romaniello – la celerità di approvazione del Piano regionale di forestazione 2012 da parte del Consiglio regionale non può essere vanificata né da procedure burocratiche e tanto meno da logiche di contrapposizione tra Comuni capofila e i presidenti delle Aree Programma che poi sono i vecchi presidenti delle Comunità montane. Apprendiamo oggi che alcune Aree Programma hanno provveduto ad approvare i rispettivi Programmi di Indirizzo Forestale, atto che, però, rappresenta solo il primo di una lunga serie di adempimenti tecnico-amministrativi prima dell’avvio concreto dei cantieri”.

“Strettamente legata alle 151 giornate c’è poi – dice il capogruppo di Sel – la questione del turnover che registra circa tre anni di inspiegabili ritardi mentre ad alcune centinaia di persone inserite nelle graduatorie è preclusa la possibilità di lavoro. Tutto ciò accade mentre i fenomeni di dissesto del suolo sono ancora affrontati senza un disegno di programmazione complessiva ma in maniera estemporanea come nel caso dei cinque interventi annunciati nei giorni scorsi che mireranno alla mitigazione del rischio idraulico nelle aree colpite dalle avversità atmosferiche eccezionali che hanno interessato la Basilicata dal 28 febbraio al primo marzo 2011”.

“Di qui la nostra piena condivisione e sostegno alle rivendicazioni alla base dello sciopero generale, con l’auspicio – conclude Romaniello – che il presidente della Giunta accolga le richieste ragionevoli dei sindacati, che ancora una volta hanno dato prova di grande responsabilità, e dia risposte positive in ordine alla data di apertura di tutti i cantieri, il mantenimento dell’impegno delle 151 giornate e lo sblocco del turnover”.

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