Fondi Cipe terremoto ‘80, Autilio: solo elemosine

Il presidente della seconda Commissione chiede alla Regione di vigilare sui diversi passaggi ed adempimenti amministrativi e tecnici presso il Ministero delle Infrastrutture dopo lo sblocco dei fondi della finanziaria 2008

“E’ facile immaginare cosa sia possibile fare, a distanza di 32 anni dal terremoto che sconvolse Campania e Basilicata, di 10 milioni di euro destinati alla Basilicata dal Cipe su un totale della delibera adottata il 23 marzo scorso di 33,4 milioni di euro (23,4 milioni alla Campania)”. E’ il commento del presidente della seconda Commissione del Consiglio regionale (Bilancio – Programmazione) Antonio Autilio (Idv), per il quale “nella deliberazione del Cipe contenente il riparto dei fondi bisogna includere anche i Comuni danneggiati dagli eventi sismici successivi al 1980, vale a dire 1981 e 1982, lasciando fuori per ora il terremoto del Lagonegrese – Pollino – Mercure del 1988”.

“Se si pensa che da calcoli presunti, perché di difficile verifica in quanto sono passati oltre trent’anni, solo i vecchi contenziosi tra Comuni, Pubbliche Amministrazioni, imprese, ecc. per attività di ricostruzione ed industrializzazione delle aree terremotate ammonterebbero ad oltre 50 milioni di euro – continua Autilio – i nuovi fondi sono ancora più insufficienti. Tra l’altro, i sindaci che, in alcuni Comuni riceveranno in tutto anche solo 200-300 mila euro, sono costretti a lunghe verifiche. E’ probabile che molti beneficiari siano morti o si siano già trasferiti altrove o siano diventati proprietari di altro alloggio perdendo quindi il requisito del buono contributo. Difficilmente, tra l’altro, il nuovo stanziamento servirà a chiudere dei contenziosi che sono pertanto destinati (si pensi alla strada Muro – Isca Pantanelle) a lievitare. Pertanto leggere dichiarazioni di soddisfazione come quelle del deputato beneventano del Pdl De Girolamo mi sembra del tutto fuori luogo come ritenere che le risorse saranno utilizzate per completare il recupero del patrimonio abitativo, di cui sono già stati definitivamente accertati e verificati il progetto ed il costo, e per opere pubbliche. Altro che ‘una bella boccata d’ossigeno per i privati che devono realizzare e per l’intero comparto edilizio’”.

“L’unico aspetto positivo è che con il deliberato del Cipe potranno ora essere impiegate anche le risorse già assegnate con la Finanziaria per il 2008, per il cui utilizzo nei singoli Comuni occorre acquisire quel nulla-osta ministeriale sino ad oggi non rilasciato proprio in attesa della decisione recente del Cipe. Alla Regione Basilicata – conclude Autilio – il gravoso compito di vigilare sui diversi passaggi ed adempimenti amministrativi e tecnici presso il Ministero delle Infrastrutture per la risoluzione di una questione così attesa delle comunità locali e quindi assistere i Comuni. Per i cittadini lucani l’effetto-beffa somiglia a quello di un ‘pesce d’aprile’”.

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