Il presidente della seconda Commissione raccoglie il grido d'allarme lanciato dai sindacati ed auspica un tavolo di confronto sulla fiscalità locale
“I dati della Cgia di Mestre sulla fiscalità locale con una pressione tributaria complessiva a Potenza di 1.059 euro (comunale 454 euro, provinciale 57 e regionale 548) e a Matera di 889 euro (289 comunale, 52 provinciale, 548 regionale) sollecitano l’accoglimento della proposta del segretario generale della Cisl Basilicata, Nino Falotico, per un tavolo di confronto sulla fiscalità locale in modo da scongiurare un ulteriore salasso a danno di lavoratori e pensionati”. A sostenerlo è il presidente della seconda Commissione del Consiglio regionale (Bilancio – Programmazione) Antonio Autilio (Idv).
Per il presidente della seconda Commissione “nel rapporto si fa notare che l’elaborazione fornisce una stima del livello della pressione tributaria locale nelle città capoluogo di provincia sulla base delle ultime informazioni disponibili. Si tratta di una fotografia riferita al 2011, vale a dire immediatamente precedente alla 'raffica' di aumenti che si è scatenata nel corso dell’anno con le due manovre d’estate approvate dal Governo Berlusconi (Dl 98/2011 e Dl 138/2011) e con il decreto 'salva Italia' (Dl 201/2011)".
"Dunque – continua Autilio – bisogna aspettare gli effetti dell’Imu (estesa anche alle prime case e con l’aumento dei moltiplicatori da applicare alla rendita catastale) e l’aumento dello 0,33% dell’aliquota base dell’addizionale regionale Irpef. Queste due misure comporteranno un maggior gettito complessivo, ma Comuni e Regioni non vedranno neppure un euro di queste maggiori entrate perché finiranno completamente nelle casse dello Stato. Per avere più risorse Regioni ed enti locali dovranno mettere mano alle aliquote (a valere dal 2012 non vi è più il blocco alla facoltà di incremento delle aliquote locali). Rimodulare l’addizionale Irpef regionale come propone il segretario della Uil Carmine Vaccaro pertanto merita un’attenta valutazione. Si tratta di rigettare il ruolo di gabellieri-esattori delle tasse, di epoca medioevale, che il Governo vorrebbe imporre a Regioni e Comuni, che restano a secco rispetto alle nuove entrate fiscali, senza porsi in alcun modo il problema di garantire i servizi essenziali ai cittadini”.
Per Autilio “si impone la necessità di avviare una nuova stagione di confronto Regioni – Stato sul federalismo fiscale che, non va dimenticato, nasce dal principio di sussidiarietà che considera la distribuzione sia in verticale dei ruoli tra istituzioni (Regioni, Stato e Ue) che in orizzontale tra funzioni (delle istituzioni, della società e dell'economia). Il governo Monti dimostra di interessarsi della sussidiarietà verso l' alto (cioè verso l' Europa) e in orizzontale verso il mercato; deve perciò manifestare il dovuto interesse verso le Regioni e verso la società”.