“All’indomani della risposta positiva dei mercati finanziari all’operazione spin – off Fiat e delle dichiarazioni dell’a.d. Marchionne sul rischio di non fare più investimenti in Italia di fronte ad atteggiamenti sindacali che produrrebbero l’ingovernabilità degli stabilimenti, il clima che si percepisce tra le tute blu di Melfi è di stress e di viva preoccupazione”. A sostenerlo in una dichiarazione congiunta sono i segretari generale regionale della Basilicata della Uil, Carmine Vaccaro e della Uilm Vincenzo Tortorelli.
“Nei momenti come questo in cui e’ necessario scegliere per il bene dei lavoratori occorre farlo come parte sindacale e non politica.
La Fiom, invece, fa l’esatto contrario e chi ne condivide la posizione solo ed esclusivamente antagonista tra lavoro ed impresa e quindi rimasta indietro agli anni settanta – aggiungono gli esponenti di Uil e Uilm – non fa certo un buon servizio agli operai e al Paese. A noi, come ai lavoratori della Sata e dell’indotto di San Nicola di Melfi, non piacciono gli scenari apocalittici, la pratica della polemica estrema tra sindacati sino a gettare discredito su chi non la pensa come la Fiom o peggio ancora rievocare la lotta di classe. Noi cerchiamo di ridare fiducia ai lavoratori scommettendo sul futuro della Fiat che riguarda il futuro dell’industria nel nostro Paese.
Cavalcare “il tanto peggio tanto meglio” – continuano Vaccaro e Tortorelli – avrebbe conseguenze anche sul futuro dei programmi del Campus Tecnologico Fiat a Melfi perché costringerebbe Marchionne a fare le valigie. Per questo siamo convinti che serve un sindacato moderno e senza frontiere. Più che lottare tra sigle sindacali dovremmo discutere come si può fare industria nel Paese ed affrontare, una volta per tutte, la questione della rappresentanza sindacale".
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