Per il consigliere regionale del Pdl l’allarme lanciato dalla Uil si arricchisce di un nuovo preoccupante capitolo: una foto di un nuovo modello della 500L pubblicata dai media serbi
“Non è vero che la Fiat rinuncia per effetto della crisi dei mercati a nuovi modelli e di conseguenza rinvia le nuove produzioni. Questo accade solo per la Sata di Melfi mentre i giornali serbi da giorni riferiscono che la casa automobilistica torinese sta pianificando l'avvio della produzione di un nuovo modello della 500L nel suo stabilimento di Kragujevac, in Serbia”.
A sostenerlo è il consigliere regionale del Pdl Franco Mattia per il quale “l’allarme lanciato dalla Uil si arricchisce di un nuovo preoccupante capitolo perché anche se la Fiat non conferma la notizia, una foto del nuovo modello 500XL, che dovrebbe essere presentato al Motor Show di Parigi a fine settembre, è stata pubblicata dai media serbi con la notizia che la produzione a regime della 500L ha preso il via a Kragujevac già da qualche settimana”.
“Inoltre – sottolinea Mattia – l'intera gamma della Panda sarà completata entro la fine dell’anno con il lancio sul mercato delle versioni 4X4 , Trekking , metano e GPL, secondo la strategia di marketing Fiat di ‘una Panda per ogni esigenza’, mentre sono noti i programmi del restyling della Fiat Bravo my 2012 e della Fiat Punto che è già in prenotazione-vendita e va a sostituire la Fiat Punto Evo. Sono pertanto confermati i sospetti di fonte sindacale, peraltro non nuovi, su scelte dell’a.d. Marchionne orientate a potenziare stabilimenti esteri e mercati internazionali a scapito di quelli italiani”.
“E’ evidente che – dichiara il consigliere regionale – la sollecitazione della Uil ad adoperarsi ci riguarda tutti e deve coinvolgere, in primo luogo, il Presidente De Filippo perché un contatto diretto con il manager della casa automobilistica torinese non è più rinviabile”.
“Voglio ricordare – dice Mattia – che secondo gli accordi sottoscritti a Potenza tra De Filippo e Marchionne nel Campus Tecnologico che dovrebbe sorgere nell’area industriale San Nicola di Melfi, con finanziamenti anche regionali, si dovrebbero progettare nuovi modelli e nuove tecnologie rivolte al risparmio che è oggi fondamentale per vendere le auto. Non solo il Campus continua a rappresentare un impegno di là da venire ma progetti e produzioni si fanno all’estero. Non è più tempo di inviare lettere all’a.d. Fiat o a Ministri del Governo Monti quanto piuttosto di pensare ad un’iniziativa più incalzante ed efficace per stanare la casa automobilistica a presentare il nuovo modello per Melfi”.
“Il rischio di annullare la storia automobilistica in Basilicata e con essa migliaia e migliaia di posti di lavoro – conclude l’esponente del Pdl – è piuttosto reale”.