“Troppo spesso Marchionne dimentica che la Fiat è riuscita a realizzare gli stabilimenti con l'aiuto dello Stato. Il precedente governo ha svolto semplicemente il ruolo di notaio delle scelte del manager italo-canadese che paga le tasse in Svizzera, dove risiede. Il nuovo esecutivo deve far valere l'interesse nazionale e difendere i diritti e il salario dei tecnici e degli operai della Fiat”. Lo ha detto Rosa Mastrosimone, segretario regionale dell’Italia dei Valori della Basilicata. “L’IdV da tempo denuncia il rischio del dimensionamento degli stabilimenti Fiat in Italia, o peggio ancora la chiusura degli stessi. Il timore è che ora l'azienda torinese lasci il territorio italiano a vantaggio di paesi dove il costo del lavoro è più basso. Questo deve essere impedito, non possono essere i lavoratori a pagare per l’arroganza di Marchionne. Non dimentichiamo che lo Stato italiano ha finanziato Cassa integrazione e incentivi all'innovazione, questo anche negli ultimi due anni: soldi intascati ma innovazioni zero. Il fantomatico progetto 'Fabbrica Italia' non esiste più, ma è stato semplicemente utilizzato come falsa promessa per demolire il contratto nazionale di lavoro. E’ indispensabile fare chiarezza su questo fantomatico piano da 20 miliardi di investimenti per il Paese, più volte annunciato e ormai scomparso tra le nebbie delle assemblee degli azionisti Fiat. Noi non abbiamo mai abbassato la guardia e continueremo a vigilare affinché i diritti dei lavoratori vengano difesi e garantiti. Serve un piano di investimenti per mettere in condizione gli stabilimenti, a cominciare da quello di Melfi, di produrre di più e meglio – conclude Mastrosimone – e la richiesta può partire solo da un confronto serio tra tutte le parti sociali. Noi dell’Idv siamo sempre stati contrari a questo modello che mira a cancellare i contratti nazionali e i diritti dei lavoratori. Se questi saranno messi ancora in discussione niente e nessuno ci impedirà di scendere in piazza al fianco degli operai come, del resto, abbiamo già fatto nei mesi scorsi”.
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