“Troppi annunci da Governo nazionale e Governo regionale sulle infrastrutture e sulla ripresa delle opere pubbliche sono rimasti sulla carta finora. Per questo sono certo che la manifestazione nazionale indetta da Filca-Cisl, Feneal-Uil e Fillea-Cgil per il 3 marzo prossimo sarà preceduta in Basilicata da iniziative di mobilitazione di livello regionale e territoriale”. E’ quanto sostiene il segretario generale regionale della Feneal-Uil Domenico Palma sottolineando “il significato della scelta dei sindacati nazionali di categoria di rilanciare la mobilitazione dei lavoratori delle costruzioni per dare più forza alla nuova fase di concertazione che a breve deve riaprirsi sia con il Ministro Passera e il Premier Monti che con il Presidente De Filippo, ciascuno per le proprie competenze”.
Dopo aver sollecitato la convocazione dell’Osservatorio regionale delle Opere pubbliche, il segretario Feneal-Uil evidenzia alcuni dei punti essenziali della piattaforma di rivendicazioni sindacali:
1) Rendere immediatamente disponibili per l’apertura dei cantieri i fondi stanziati con la delibera CIPE del 6.12.2012. Agevolare il ricorso alla finanza privata sia per la realizzazione di opere pubbliche, sia per l’avvio di un vasto, necessario ed urgente piano di housing sociale.
2) Definire un piano straordinario per il Mezzogiorno attraverso l’individuazione di opere prioritarie di valenza interregionale nei settori del trasporto ferroviario e del riassetto del territorio convogliando su tali opere tutte le risorse disponibili a partire dai fondi FAS.
3) Destinare ai comuni una quota maggiore dell’IMU da finalizzare ad uno sblocco selettivo del patto di stabilità interno per opere finalizzate alla difesa del territorio dal rischio idrogeologico e sismico, al recupero e messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico, a piani di recupero urbano e di valorizzazione dei beni culturali.
4) Rendere strutturali e rafforzare gli incentivi destinati alla riqualificazione del patrimonio abitativo in una logica di sostenibilità ambientale e di risparmio
energetico, operando con il meccanismo del contrasto di interessi. In questa
direzione va avviata una vera politica di “rottamazione programmata e
generalizzata degli edifici”.
5) In questo contesto vanno definite politiche idonee a supportare l’intera filiera delle costruzioni (edilizia, legno, laterizi, cemento, lapidei) dando risposta alle tante crisi aperte anche attraverso il sostegno alle politiche di innovazione nella direzione della green economy complessivamente intesa.
”La politica delle banche che danno accesso al credito sta creando notevoli difficoltà alle aziende. In mancanza di interventi rischiano la chiusura migliaia di imprese che non sono in grado di pagare neanche i contributi previdenziali e le Casse Edili. Se liberalizzare vuol dire modernizzare, a maggior ragione questo – conclude Palma – vale per il rilancio dell'edilizia con tutta la carica di innovazione e nuova occupazione che esso può dare”.
BAS 05