Export, Romaniello: dati negativi per “made in Basilicata”

“L’indicazione Istat è ancor più negativa perché in controtendenza con la ripresa delle esportazioni che ha interessato invece tutte le ripartizioni territoriali e con la media Mezzogiorno di incremento export pari al 15,9 per cento”

“La Basilicata è l’unica regione d’Italia che, secondo il rapporto annuale dell’Istat, registra un segno negativo nelle esportazioni, arretrando, a fine 2010, del 13,6 per cento rispetto all’anno precedente. E’ un dato su cui riflettere”. E’ il commento del capogruppo di Sel, in Consiglio regionale, Giannino Romaniello, per il quale “l’indicazione Istat è ancor più negativa perché in controtendenza con la ripresa delle esportazioni che ha interessato, invece, tutte le ripartizioni territoriali e con la media Mezzogiorno di incremento export pari al 15,9 per cento”.

“Il peso maggiore nell’arretramento del valore complessivo del ‘made in Basilicata&rdquo’ (pari a 1.315 milioni di euro 2010 contro i 1.523 milioni di euro 2009) – sottolinea Romaniello – è soprattutto dovuto alla nota crisi del mobile imbottito e arredamento con le grandi difficoltà del polo murgiano-materano e alle esportazioni e vendite all’estero delle auto prodotte dalla Sata anch’esso in calo. E’ evidente che in questa situazione i programmi di internazionalizzazione messi a punto dalla Regione diventano più difficili almeno per le produzioni che da sempre hanno caratterizzato quantitativamente l’export lucano e, nel caso di salotti e auto, risentono della congiuntura internazionale. Possiamo però fare di più e meglio – dice Romaniello – per le produzioni agricole e alimentari tipiche e di qualità che hanno una quota di export regionale ancora troppo bassa e necessitano di misure ed iniziative di promozione, agevolazioni creditizie e rafforzamento dei consorzi di produttori”.

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