Il consigliere regionale del Popolo della libertà vuole sapere se il Governo regionale ha messo in campo azioni per la tutela e la salvaguardia degli ex lavoratori colpiti da patologie tumorali riconducibili all’esposizione alle polveri d’amianto
Il consigliere regionale Mario Venezia (Pdl) ha presentato un’interrogazione per sapere “quali provvedimenti il Governo regionale intende adottare per la tutela e la salvaguardia degli ex lavoratori colpiti da patologie tumorali a seguito del contatto con polveri di amianto”. L’esponente del Popolo della libertà vuole sapere, altresì, “se il Governo regionale ha previsto un nuovo tavolo di concertazione con Inail, Inps, Direzione provinciale del lavoro, organizzazioni sindacali regionali, parti sociali e assessorato alle Politiche del Lavoro e se sia ancora previsto il riconoscimento dei benefici previdenziali agli ex lavoratori esposti che, durante la loro attività lavorativa, hanno operato in ambienti contaminati e con mansioni simili a coloro i quali hanno beneficiato dei riconoscimenti giuridici”.
Venezia chiede “se sia ancora previsto il risarcimento del danno patrimoniale complessivo, derivato dalla negazione della maggiorazione contributiva in tempo reale, già riconosciuto, a seguito di sentenza, per alcuni lavoratori, e se sia stata prevista o sia in previsione, da parte della Giunta regionale, l'impiego di una commissione medica ad hoc per sottoporre a visita gratuita tutti i lavoratori impegnati nei comparti industriali lucani e per i quali sia stata accertata l'esposizione a polveri di amianto”.
Il consigliere regionale ricorda che “dagli anni 60 alla fine degli anni 90 ed oltre in tutta Italia e, di conseguenza, anche in Basilicata l'utilizzo di amianto a scopo industriale è stato massivo ed utilizzato nella maggior parte dei comparti industriali del territorio lucano”. A parere di Venezia, “la scarsa conoscenza, nel passato, dei suoi effetti cancerogeni non ha impedito a migliaia di lavoratori, soprattutto, dei grandi complessi industriali di essere esposti anche per tempi prolungati alle sue polveri e, pertanto, subire gli effetti nocivi dell' amianto”
Venezia sottolinea che “l'Ordine mondiale della Sanità da tempo, tant'è che in Italia il suo impiego è vietato sin dal 1992, ha individuato nell'amianto uno dei materiali a più elevata pericolosità biologica fra quelli presenti negli ambienti di vita e di lavoro per i suoi effetti diretti nell'insorgenza di severe patologie, prevalentemente a carico dell'apparato respiratorio, correlati alla dose di esposizione, che vanno dall'asbestosi, al mesotelioma sino al carcinoma polmonare”.
Il consigliere regionale, nel ricordare che “oltre 220 tra i lavoratori ex esposti e/o esposti risultano affetti da patologie neoplastiche polmonari e oltre 190 risultano essere prematuramente deceduti” afferma, altresì, che “la scarsa attenzione da parte dell'Inps e Inail nel trattare i casi di lavoratori che, per decine di anni, hanno subito gli effetti dell’amianto, sono avallate anche da pronunciamenti della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato che hanno ritenuto sempre risarcibile il danno procurato dalla pubblica amministrazione al cittadino”.