“Fenice ora può bruciare tutto quello che gli arriva, salvo pagare in più. Alla faccia della termovalorizzazione. Nel frattempo il cittadino non vedrà diminuire la sua bolletta”
“Il decreto del Presidente della Giunta regionale e la determina dirigenziale dell’Ufficio ambiente della Provincia di Potenza hanno il pregio di mettere in chiaro la provvisorietà con cui si continua a gestire il pianeta rifiuti. Siamo in emergenza continua. Presumibilmente non lo saremo per i prossimi otto mesi, forse, grazie a questi ultimi provvedimenti”. E’ quanto affermato dal presidente del gruppo consiliare “Io amo la Lucania”, Alfonso Ernesto Navazio.
“Attirano la nostra attenzione – continua Navazio – le motivazioni per quanto riguarda i comuni di Melfi e Lavello:’per ottimizzare la gestione degli RSU sulla base dei principi di prossimità e di efficienza, si conviene di valutare la possibilità di trasferire le quantità di RSU prodotte nei Comuni di Melfi e Lavello direttamente all’impianto di Fenice anziché a quello di Venosa’. L’ignaro cittadino non comprende come tali principi sia possibile affermarli solo oggi, dopo che per anni ha visto la sua tassa sui rifiuti lievitare perché i Comuni erano obbligati a portarli nell’impianto di trattamento – smaltimento di Venosa per ‘ottimizzare’ il prodotto da conferire poi a Fenice. Qualcuno – chiede Navazio – ha redatto un altro piano dei rifiuti? Il Sindaco di Melfi – aggiunge – ovviamente, si è visto bene dal contrastare la nuova decisione di conferire direttamente a Fenice, nella sola consapevolezza di dover spendere di meno (dagli attuali 160 euro-tonnellata a 110 euro-tonnellata). Fenice ora può bruciare tutto quello che gli arriva, salvo pagare in più. Alla faccia della termovalorizzazione. Nel frattempo il cittadino non vedrà diminuire la sua bolletta. Non si contesta – dice Navazio – l’emergenza nell’area centro della Basilicata, perché è sotto gli occhi di tutti. Non si contesta che i rifiuti prodotti dal bacino di Potenza vengano conferiti in parte presso lo stabilimento di Fenice ed in parte presso l’impianto di Venosa. Vogliamo contestare, e dirlo ad alta voce, il baratto politico-economico: i rifiuti li porti direttamente a Fenice, così risparmi; in cambio non ti opponi (semmai si potesse fare) all’incenerimento aggiuntivo mensile di circa 2500 tonnellate. Un atteggiamento che non ci convince. Perché fa venire meno un principio. Perché indebolisce un fronte. Perché non sono credibili le istituzioni ondivaghe. Perché risponde ad una logica supina. Perché si sono presi in giro i cittadini, carpendo la loro buona fede collaborativa. Perché alimenta sospetti. Perché sfiducia lo sforzo di quanti si sono adoperati in una battaglia giusta e credibile”.
“Un atteggiamento contraddittorio e debole nelle sue motivazioni. Grave ed incoerente per le sue implicazioni. Purtroppo – conclude Navazio – l’effimero vantaggio economico così come il diritto di impresa la fanno da padroni sugli inflazionati slogan ripetuti, a memoria, nelle assemblee. Non c’è altra spiegazione”.