Disservizi ai disabili visivi, M5s interroga Pittella

I consiglieri Leggieri e Perrino chiedono di conoscere “le motivazioni dei ritardi denunciati dall’Associazione disabili visivi e quali provvedimenti la Giunta intenda adottare per scongiurare il reiterarsi di tali inaccettabili disservizi”

&ldquo;Qualche giorno fa ci &egrave; pervenuta una segnalazione dell&rsquo;Associazione disabili visivi (A.D.V) che denunciava clamorosi ritardi nel rilascio di ausili e apparecchiature indispensabili ad attenuare i disagi indotti da questo tipo di disabilit&agrave;. Approfondendo ci siamo trovati dinanzi all&rsquo;ennesimo intollerabile disservizio ai danni di un disabile visivo che da anni non riceve dal Servizio sanitario regionale (SSR) l&rsquo;ausilio protesico di cui avrebbe urgente bisogno nella sua vita quotidiana. Ancora una volta un&rsquo;intricata matassa burocratica finisce col negare ad un cittadino, per di pi&ugrave; disabile, il diritto costituzionale ad accedere alle migliori cure&rdquo;. E&rsquo; quanto afferma il capogruppo M5s, Gianni Leggieri che in merito ha presentato, insieme al consigliere Giovanni Perrino,&nbsp;un&rsquo;interrogazione al Presidente della Giunta regionale e all&rsquo;assessore alle Politiche della persona per conoscere, tra l&rsquo;altro, &ldquo;le motivazioni dei disservizi e ritardi denunciati dall&rsquo;Adv e quali provvedimenti la Giunta intenda adottare per scongiurare il reiterarsi di tali inaccettabili disservizi&rdquo;<br /><br />&ldquo;In Basilicata &ndash; precisano Leggieri e Perrino&nbsp;- opera l&rsquo;Associazione &lsquo;Iapb Italia&rsquo; Onlus, sezione italiana dell&rsquo; &lsquo;International Agency for the prevention of blindness&rsquo; (Iapb), agenzia internazionale per la prevenzione della cecit&agrave;, con sede regionale in viale dell&rsquo;Unicef, a Potenza. Nel dicembre 1998 la Regione Basilicata ha istituito il &lsquo;Centro per la prevenzione della cecit&agrave; e della riabilitazione visiva&rsquo; (o Sezione italiana dell&rsquo;agenzia Internazionale per la prevenzione della cecit&agrave;, &lsquo;Siaipc&rsquo;), affidandone la gestione, mediante convenzione, proprio alla Iapb.&nbsp; Come previsto dalla legge regionale n. 22/2013, il Siaipc concorre alle finalit&agrave; del servizio sanitario regionale &lsquo;mediante la realizzazione di iniziative, su tutto il territorio regionale, nelle aree dell&rsquo;informazione, della prevenzione della cecit&agrave;, della riabilitazione visiva e dell&rsquo;autonomia e mobilit&agrave; dei non vedenti&rsquo;.&nbsp; La legge regionale di assestamento 2014 ha introdotto un coordinamento tra il &lsquo;Dipartimento interaziendale regionale di oculistica&rsquo; (facente capo al Ssr) e il Siaipc. Questo coordinamento ha riservato numerose funzioni in capo al Siaipc, il quale beneficia di un contributo regionale di 500 mila euro per il triennio 2014-2016 e del comodato d&rsquo;uso delle strumentazioni necessarie allo svolgimento delle attivit&agrave;. Il Dipartimento interaziendale regionale di oculistica continua ad avvalersi del Siaipc&nbsp; nella prescrizione ai non vedenti o ipovedenti delle prestazioni e dispositivi di assistenza protesica forniti dal Ssr&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Alla luce dei disservizi palesati dal sistema &ndash; sostengono gli esponenti del M5s – crediamo sia improrogabile chiarire come e dove sono utilizzati i fondi a disposizione del Siaipc e verificare la convenzione stipulata tra Regione e Iapb. Tanto appare ancora pi&ugrave; importante alla luce di un imminente riordino del Sistema sanitario regionale che prevede ulteriori tagli e una riduzione dei servizi. Un c.d. &lsquo;processo di razionalizzazione&rsquo; delle spese che va a scapito solo dei cittadini, soprattutto dei meno abbienti. Eppure, tanto si potrebbe fare concentrando i tagli sugli sprechi, sulle inefficienze e sulle spese parassitarie e improduttive che si annidano nei capitoli di bilancio del Ssr&rdquo;. &ldquo;Non &egrave; accettabile &ndash; concludono Leggieri e Perrino – che a pagare la riorganizzazione del Ssr debbano essere i pazienti e i malati, e le loro famiglie, gi&agrave; estremamente penalizzati e provati da anni di inesorabile soppressione dei reparti e di progressivo ridimensionamento dei presidi ospedalieri pubblici. Oppure &egrave; gi&agrave; spianata la strada per favorire la sanit&agrave; e le strutture private? La Regione Basilicata spende per la propria sanit&agrave; poco pi&ugrave; di 1 miliardo di euro (spesa corrente): quanto si spreca nei mille rivoli di inefficienze e disservizi?&rdquo;<br /><br /><br /><br /><br />

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