Digilio su future scelte del presidente De Filippo

“Archiviata la Finanziaria, da sempre una spina nel fianco del Governatore, perchè l'unica occasione dell'anno per i consiglieri della maggioranza per esprimere il dissenso da scelte presidenzialiste e quasi mai condivise, dopo aver incassato anche i voti (per nulla scontati) dell'Intergruppo centrista, per De Filippo ci sono adesso tutte le condizioni per dimostrare, senza più subire il fiato sul collo, cosa intende per discontinuità e con una maggioranza mai così ampia di non temere ritorsioni".
E' quanto sostiene il coordinatore regionale di Fli sen. Egidio Digilio.
"Le scelte a cui è chiamato il Governatore, sia per la nuova Giunta che per le nomine negli enti, organismi, società sub-regionali in scadenza tra pochi giorni – aggiunge – sono la cartina al tornasole del suo richiamo all’orgoglio di sentirsi lucano e del suo appello a stringersi a corte in questo momento difficile per le nostre popolazioni. A meno che – continua Digilio – il Presidente De Filippo non abbia in mente solo una strategia per tenere il Pdl dentro un impegno concordato esclusivamente finalizzato a fare fronte comune nei confronti del Governo Monti per sbloccare il Memorandum d'Intesa impantanato da troppi mesi e magari portare a casa qualche altro risultato. Se così fosse non avremmo alcuna obiezione da muovere, purchè non si nasconda dietro alcun nobile disegno per il bene della Basilicata e lo si dica con franchezza senza ricorrere a giochetti. Piuttosto l'orgoglio lucano – dice il coordinatore di Fli – richiede, in coerenza, nomine di lucani senza ricorrere a presunti esperti e tecnocrati esterni, tenuto conto che non ci mancano professionalità e competenze specifiche e che le ultime designazioni all'A.O. San Carlo hanno creato non poche delusioni specie rispetto ad aspettative ed attese. Per noi il metodo da seguire è solo uno: sottrarre le nomine dai tavoli dei partiti e far ricorso ad esperienze collaudate. Quanto alla designazione dei nuovi assessori, non può essere certo neutra: non ci appassiona tanto la questione assessori esterni o interni quanto la volontà di segnare, nei fatti, una svolta per rilanciare le prospettive di sviluppo e nuova occupazione. E su questo terreno che – conclude Digilio – si misurerà il giudizio politico del Terzo Polo".

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