Digilio: Ecco gli impegni per il terzo polo lucano

“La convocazione a breve degli Stati Generali del Terzo Polo della Basilicata; la costituzione di intergruppi consiliari dei partiti del Terzo Polo (Udc, Fli, ApI, Mpa ed altri) in tutti gli enti locali a partire dal Consiglio Regionale dove è sicuramente possibile un intergruppo più ampio: sono questi i passaggi che ci attendono in Basilicata se non vogliamo che l’evento nazionale di Roma si riduca ad un ennesimo convegno senza quelle indicazioni concrete di impegno e lavoro sul territorio necessarie a costituire il partito unico”. A sostenerlo è il sen. Egidio Digilio, coordinatore regionale di Fli per la Basilicata, sottolineando “la più ampia e qualificata presenza ieri a Roma alla convention del Terzo Polo di tutti i dirigenti ed amministratori lucani di Udc, Fli, ApI, Mpa ed altri, oltre a cons iglieri regionali ed esponenti politici e della società civile che guardano, non da oggi, con particolare attenzione al nostro progetto. Credo che dobbiamo estendere in Basilicata l’invito del Presidente Gianfranco Fini ai tanti che nel Pdl in privato dicono le stesse cose di cui siamo convinti noi rispetto al governo Berlusconi e che non sono certamente soddisfatti della strategia politica dei gruppi dirigenti nazionali e locali, falchi o colombe che siano. Se ci siete battete un colpo ora perché l'Italia non può restare ancora per un anno o due in una condizione di agonia del governo. Gli italiani non perdoneranno gli ignavi, quelli che potevano fare qualcosa e non lo hanno fatto. In Basilicata – aggiunge Digilio – da qualche settimana è cresciuta l’attenzione dell’opinione pubblica su trasparenza, legalità ed etica politica, a seguito della cosiddetta vicenda degli “interinali deluxe”. Ebbene è que sto un terreno sul quale il Terzo Polo deve svolgere una propria iniziativa senza lasciarsi intimorire dalla solita campagna del senatore-moralizzatore folle dipietrista che non dimostra alcun pudore nell’affermare che il suo partito “vince il confronto contro chiunque” ed invece dà segni evidenti di difficoltà e di nervosismo nella competizione elettorale e di consensi civici con il Terzo Polo, e tanto meno dalla retorica della sinistra postcomunista”.

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