Digilio: Congresso di Potenza punto di partenza per Fli

“Con il congresso provinciale di Potenza Futuro e Libertà ha raggiunto il suo primo obiettivo: radicarsi sul territorio per rappresentare un punto di riferimento per quanti anche in Basilicata sostengono che la battaglia per un’altra politica si può fare alla luce del sole senza la tradizionale delega, abbandonando le lamentele e senza far ricorso all’esempio della talpa”.
E’ il commento del coordinatore regionale di Fli sen. Egidio Digilio sottolineando che “oltre 500 iscritti al partito per ora in provincia di Potenza, a differenza delle più numerose tessere di carta di altri partiti, sono persone in carne ed ossa soprattutto under 40enni che sentono l’impegno politico come missione di vita e di lavoro civile. Dunque i “quattro gatti” catalogati con disprezzo dalla nomenklatura del Pdl hanno dimostrato di non essere così pochi e tanto meno senza idee. Al tempo stesso – partendo dal dito di Fini che ha squarciato il velo sulla fiction di Berlusconi che sembrava senza fine – siamo stati determinanti per sconfiggere l’estremismo e l’arroganza del berlusconismo. Senza Fini il centrodestra perde ovunque, perché lasciando il centrodestra nelle mani dei Berlus coni, Verdini e Santanchè, la sinistra corre il rischio di vincere tutte le elezioni da qui al 2013. Ecco perché adesso per FLI è necessario ripartire con i contenuti e dai valori di FLI – Nazione, Legalità, Merito – scolpiti nei nostri cuori. Adesso – aggiunge Digilio – è il momento di presentare il nostro programma, le nostre idee, la nostra visione per il futuro dell’Italia affermando il progetto di un partito moderno, plurale, democratico, repubblicano, nazionale, liberale, con culture che si incrociano in un grande progetto di modernizzazione del paese, un partito di stampo europeo, non populista ma popolare per testimoniare che la destra ha un futuro, in questo crepuscolo del berlusconismo. E poichè la domanda sulle sorti della destra non è una domanda da poco, non preoccupa solo finiani ed ex-finiani, ma angoscia tanti amici, ta nti elettori avviliti dalle ripetute batoste subite dal governo, noi vogliamo offrire una possibilità. La destra, la vera destra, è divina, come scrisse Pasolini nella poesia in cui pochi giorni prima di morire si dimetteva da cattocomunista. Racchiuse un grande programma in un solo verso: «Difendere, conservare, pregare». Secondo me oggi la destra ha un futuro se ricorda di avere una funzione, e una funzione ce l’ha eccome: in questo momento soltanto lei può difendere l’idea antinichilista che una società sussiste solo basandosi sui doveri (verso i propri figli, i propri padri, la propria terra…), non sui diritti. E’ una visione della politica che – dice Digilio – ci allontana da quella di chi ritiene che il potere è un fatto consolidato perché trasmesso per sempre dagli elettori. All’esempio della talpa preferiamo quello dell’animale di coraggio invocando secondo la preghiera degli indiani Cherokee: “il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare e la saggezza di capirne la differenza”.

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