Dalla storia al futuro del territorio: “Memoria e Recupero”

Altrimedia Edizioni promuove un evento di grande rilevanza culturale: la presentazione congiunta dei volumi "Pietre di confine. Il Castelvecchio ddi Matera e le limitrofe fortificazioni Appulo Lucane" di Enrico Lamacchia e "Note di archeologia urbana a Melfi" di Isabella Marchetta.

Dalla storia al futuro del territorio: “Memoria e Recupero” al centro del dibattito con Enrico Lamacchia e Isabella Marchetta

Altrimedia Edizioni in collaborazione con la Libreria dell’Arco promuove a Matera, domenica 14 dicembre alle 18.30 presso la libreria di via delle Beccherie, un evento di grande rilevanza culturale e territoriale: la presentazione congiunta dei volumi “Pietre di confine. Il Castelvecchio di Matera e le limitrofe fortificazioni Appulo Lucane” di Enrico Lamacchia e “Note di archeologia urbana a Melfi” di Isabella Marchetta.

L’incontro si svilupperà attorno al tema cruciale di “Memoria e Recupero” per una cultura di valorizzazione dei territori, offrendo un confronto stimolante tra due prospettive complementari: l’indagine sulle fortificazioni storiche di confine e l’analisi della stratificazione archeologica urbana con un focus specifico su Melfi.

Il volume di Enrico Lamacchia “Pietre di confine”, concetrandosi su Castelvecchio di Matera, indaga il valore storico e identitario delle antiche strutture difensive, trasformando il concetto di “confine” da elemento di separazione a risorsa per la comprensione e la valorizzazione del paesaggio Appulo-Lucano. Parallelamente, Isabella Marchetta nel suo “Note di archeologia urbana a Melfi” sottolinea l’importanza del recupero del senso dell’archeologia urbana come strumento fondamentale per la memoria collettiva e per orientare lo sviluppo urbanistico contemporaneo.

Il dibattito, moderato dall’editore Vito Epifania, utilizzerà come spunto una serie di domande volte a esplorare il legame tra la conoscenza storica e l’azione concreta per la valorizzazione. Si discuterà di come la ricerca specialistica possa tradursi in una cultura del recupero accessibile e partecipativa, coinvolgendo attori locali e cittadini.

“Il recupero della memoria, sia essa impressa nelle pietre di un castello di confine o negli strati nascosti di una città, – ha evidenziato Vito Epifania – non è un atto nostalgico, ma un investimento sul futuro del territorio. È attraverso la consapevolezza del nostro passato che possiamo costruire strategie efficaci di valorizzazione e sviluppo sostenibile”.

 L’evento rappresenta un’occasione unica per riflettere sul ruolo attivo che la storia e l’archeologia possono giocare nella definizione dell’identità e nella promozione dei territori.

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