Dalessandro (Pd) su risorse idriche e canna sul Sinni

Per il consigliere del Pd “è bizzarro dichiarare che la seconda condotta che si vorrebbe realizzare dal Sinni è solo un'opera idraulica. Si tratta, invece, di un'invasione di campo che non tiene conto degli accordi già sottoscritti”

“Il governo delle risorse idriche in un'ottica di area vasta impone l'attivazione di corrette sinergie istituzionali che siano rispettose dei territori. Il contributo che il sen. Filippo Bubbico ha inteso offrire al dibattito che si è aperto in Basilicata a seguito della decisione unilaterale da parte della Regione Puglia di realizzare una seconda condotta che dall'invaso di Monte Cotugno porterebbe l'acqua in territorio pugliese, avendo potuto rastrellare ben 180 milioni di fondi Fas, fornisce lo spunto perché nella nostra Regione si debbano perseguire politiche più incisive di governo delle risorse idriche finalizzate a garantire esigenze di sostenibilità ecologico-ambientale, ma anche di ordine economico e, siccome queste politiche non sempre sono tra loro compatibili, solo un'azione sinergica tra le due Regioni, che sono i maggiori fruitori della risorsa, potrebbe garantire il giusto equilibrio tra le varie esigenze". Lo ha dichiarato il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Dalessandro, il quale concorda sul fatto che "alla base di ogni ragionamento debba esserci, anzitutto, il convincimento che sia improprio sostenere che la Puglia paghi l'acqua alla Basilicata, a seguito dell'accordo siglato tra le due Regioni per il governo condiviso della risorsa idrica".

"Difatti – sostiene Dalessandro – che il mantenimento di un integro patrimonio ambientale
da trasferire alle future generazioni sia patrimonio comune a tutte le forze politiche non vi
è dubbio, ma assegnare alla risorsa idrica la funzione di bene pubblico a disposizione
dell'umanità senza attribuirle anche valenza economica, vanificherebbe perfino
l'eccezionale risultato del recente referendum. L'acqua non ha prezzo proprio perché il
suo uso rappresenta un inalienabile diritto individuale e collettivo dell'intera umanità, ma
è evidente che, trattandosi di una risorsa economica il cui valore è dato dal costo del
servizio fornito e dal costo ambientale sostenuto, l'Assessore pugliese dovrà rassegnarsi a
compartecipare agli oneri che gravano sulla Basilicata".

"E' bizzarro dichiarare – continua Dalessandro – che la seconda condotta che si vorrebbe realizzare dal Sinni è solo un'opera idraulica. Si tratta, invece, di un'invasione di campo che non tiene conto degli accordi già sottoscritti, e in buona parte disattesi, e non tiene conto nemmeno del fatto che il governo delle risorse idriche in un'ottica di area vasta, richiede l'attivazione di corrette sinergie istituzionali. In sostanza – conclude Dalessandro -un bicchiere d'acqua non lo si nega a nessuno, ma presentarsi a casa, aprire il frigo e tracannare dalla bottiglia, non e' proprio una pratica che la nostra Regione può accettare".

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