Per il consigliere regionale del Pd bisogna essere più determinati nell'intendere la forestazione come uno dei maggiori strumenti per la tutela e il risanamento idrogeologico del territorio
"Se davvero vogliamo dare valore ai messaggi di solidarietà, lo sciopero dei forestali sia l'occasione perché il settore non venga più percepito come collocato dentro un'area di assistenza dove si sprecano risorse impiegate in termini sostitutivi del welfare". E’ quanto afferma il consigliere regionale Giuseppe Dalessandro, per il quale “i fondi del petrolio destinati ai lavoratori forestali sono ben spesi, ma fino a quando si continuerà ad alimentare l'idea che si tratta di un settore passivo destinato solo a fare assistenza, permarrà la sensazione che in Basilicata si stanno sottraendo risorse a settori ritenuti maggiormente produttivi e per questo in grado di concorrere alla crescita e allo sviluppo della Regione".
"Se questo avviene nonostante nell'ultimo decennio le azioni nel settore forestale hanno assunto un ruolo sempre più importante nell'ambito delle politiche per lo sviluppo rurale e territoriale -aggiunge Dalessandro – e più recentemente, anche alla luce delle tante calamità atmosferiche che si sono abbattute sul nostro Paese e sulla Basilicata, credo sia arrivato il momento di essere più determinati nell'intendere la forestazione come uno dei maggiori strumenti per la tutela e il risanamento idrogeologico del territorio. Se vogliamo che gli interventi di forestazione non vengano più visti come un pretesto per giustificare politiche sociali e lavorative, ma come una vera e propria esigenza del territorio e dell'ambiente, è attorno a queste tematiche che dovrà svilupparsi la sfida della forestazione produttiva".
"Tuttavia sbaglieremmo se credessimo che la forestazione pubblica può avere come fine quello di produrre ricchezza dallo sfruttamento delle aree boschive – diche ancora il consigliere del Pd – perché l'unico presupposto possibile può essere quello caratteristico dell'intervento pubblico, e quindi, per scopi finalizzati a garantire un interesse generale. Sono convinto che dal lavoro dei forestali si potrebbe avere un eccezionale ritorno, ma solo in termini di sostenibilità, biodiversità, difesa idrogeologica, prevenzione incendi e aumento delle aree boschive, e siccome la scommessa principale delle Aree Programma sta proprio in questo, per vincerla e' necessario fare in modo che il lavoro dei forestali garantisca la protezione ambientale e paesaggistica dei luoghi in cui la forestazione viene praticata. Se avessimo patrimonializzato questi elementi forse anche lo sciopero odierno avrebbe assunto un significato più confacente alle reali criticità che il settore sta vivendo e non ci sarebbe stato certo bisogno di sollevare con forza questioni storiche che attengono al ricambio generazionale e al mantenimento degli impegni assunti dalla politica regionale".
"La pacifica manifestazione indetta dai sindacati – conclude Dalessandro – può essere lo stimolo perché la politica si riappropri della credibilità perduta, in quanto soprattutto in tempi di antipolitica e di delegittimazione dell'intero sistema istituzionale, impegni assunti e dichiarazioni rilasciate dovranno avere la stessa consistenza della roccia".