Csail, una Pasqua di mobilitazione su Eni

Pur non nascondendoci la complessità dell’iter e le difficoltà per avviare il procedimento di “class action” – ha riferito Filippo Massaro, a nome del Csail – intendiamo comunque compiere ogni passo per affermare il diritto alla salute dei cittadini della Val d’Agri-Sauro alle prese con le attività petrolifere sia del Centro Oli Eni di Viggiano che di estrazione e ricerca di idrocarburi e gas.
Il nostro obiettivo, inoltre, è quello di raccogliere con la documentazione medico-sanitaria il mandato di cittadini e familiari che hanno avuto congiunti morti a seguito di malattie tumorali per avviare un giusto procedimento di “class action” contro l’Eni. E’ anche questa la dimostrazione che non ci fidiamo del progetto di sorveglianza sanitaria, affidato da un paio di anni alla federazione dei medici di base e ai pediatri, che riteniamo tardivo e poco efficace. Forse potrà servire ad accertare nuovi casi di patologie tumorali connesse in particolare all’anidride solforosa agente principale dei fenomeni che portano a varie forme di malattie. Ma per chi già ha contratto le malattie non sarà di alcun giovamento.
Inoltre, nell’area industriale di Viggiano c’è una contrada che si chiama Contrada Vigne. Da anni i vigneti sono abbandonati e ci sono prove di fuoriuscite dal Centro Olii che hanno distrutto le piante (anche frutteti) oltre ad annerirle. Alcune piccole attività industriali ed artigiane hanno dovuto trasferirsi per l’impossibilità dei dipendenti di lavorare con aria irrespirabile. Per aziende alimentari il danno è maggiore con l’impossibilità di trasformare i prodotti e di rinunciare al biologico. Ci sono in proposito cause collettive ed individuali presentate da anni al Giudice di Pace di Viggiano e al Tribunale di Potenza.
bas 03

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