Convenzione di Istanbul, giudice Arbia a Potenza

“Aspirando ad un’Europa libera dalla violenza, Preambolo della Convenzione di Instanbul. Quali responsabilità per le istituzioni e società civili”. Partecipa all’iniziativa il consigliere regionale del Pd, Mario Polese

Venerd&igrave; 21 febbraio, alle ore 18.00, il giudice Silvana Arbia, capo cancelleria alla Corte penale internazionale dell&#39;Aia, parteciper&agrave; al convegno &ldquo;Aspirando ad un&rsquo;Europa libera dalla violenza, Preambolo della Convenzione di Instanbul. Quali responsabilit&agrave; per le istituzioni e societ&agrave; civili&rdquo;, che si terr&agrave; a Potenza, presso la Sala del Cortile (Palazzo Loffredo).&nbsp;All&rsquo;iniziativa prenderanno parte, oltre al consigliere regionale, Mario Polese, la presidente dello Zonta International Club Potenza, Dina Russiello, la coordinatrice dell&rsquo;Osservatorio su Parit&agrave; e Politiche sociali di Prima Persona Basilicata, Donatella Cutro, il presidente di Apt Basilicata, Giampiero Perri. Modera il responsabile della redazione potentina de &ldquo;la Gazzetta del Mezzogiorno&rdquo;, Mimmo Sammartino.<br /><br />&ldquo;L&rsquo;iniziativa &ndash; si legge in una nota stampa – promossa dallo Zonta International Club di Potenza e l&rsquo;Osservatorio su Parit&agrave; e Politiche sociali di Prima Persona Basilicata, ha come obiettivo quello di approfondire e discutere, con il giudice Arbia, gli obiettivi della Convenzione di Instanbul che segnano la strada per l&rsquo;uguaglianza di genere de jure e de facto e che sanciscono la violenza contro le donne come violazione dei diritti umani. Le prescrizioni della Convenzione chiamano l&rsquo;intero Paese ad una assunzione di responsabilit&agrave; e ad un cambiamento definito come mainstreaming di genere: una strategia, secondo le Nazioni Unite, che a partire della progettazione, attuazione, monitoraggio e valutazione delle politiche e dei programmi in tutti gli ambiti politici, economici e sociali fa in modo che le donne e gli uomini possano beneficiare in ugual misura dell&rsquo;uguaglianza e che la disuguaglianza non si perpetui&rdquo;. Si tratta di inserire l&rsquo;ottica di genere in tutte le politiche pubbliche e di rendere la parit&agrave; di genere elemento fondativo di un nuovo modo di pensare, relazionarci, informare, raccontare. Da qui l&rsquo;esigenza di confrontarsi in un dibattito chiedendo quali le responsabilit&agrave; per le istituzioni e societ&agrave; civili. Tale iniziativa rientra, anche, nella Campagna Globale Women Lobby2016&rdquo;.<br /><br />&quot;La promozione delle donne in tutte le sue espressioni – spiega Dina Russiello, presidente dello Zonta ICP- &egrave; la mission del nostro club service. Con tale iniziativa intendiamo porre l&#39;attenzione su un tema cos&igrave; importante e purtroppo di estrema attualit&agrave;, quale la violenza sulle donne, anche nel nostro territorio dialogando con una delle massime autorit&agrave; ed esperte in materia giuridica, quali il giudice Arbia.&quot;<br /><br />&quot;La Convenzione di Istanbul &egrave; uno strumento in grado di attivare un percorso complesso e integrato di azioni di contrasto alla violenza sulle donne – sottolinea Donatella Cutro, coordinatrice dell&rsquo;Osservatorio su Parit&agrave; e Politiche sociali di PP Basilicata – ma il cambiamento da realizzare tocca cos&igrave; in profondo abitudini e comportamenti discriminatori che accanto all&rsquo;impegno delle Istituzioni serve la collaborazione anche dei soggetti privati e un dialogo costante con la societ&agrave; con approfondimenti e dibattiti&quot;<br /><br />&nbsp;&nbsp;

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