Il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza ha ricevuto le associazioni dei piccoli pazienti del centro pediatrico che “ si oppongono al cambio della guardia al vertice della importante struttura pediatrica”
"Che il Centro Bambino Gesù del San Carlo di Potenza sia un reparto d'eccellenza, è un dato di fatto. A maggior ragione appare quanto meno discutibile, per non dire incomprensibile, la decisione di rinnovare la convenzione con l'ospedale San Carlo del capoluogo ma di procedere al tempo stesso al cambio della guardia al vertice della importante struttura pediatrica. Lo sostengono le associazioni dei piccoli pazienti del Bambino Gesù lucano, capeggiate dal presidente della associazione per la sclerosi tuberosa, nonno Carmine, come egli stesso ama definirsi e come viene indicato nelle iniziative ufficiali”.<br /><br />Così il Garante per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Giuliano nel rendere noto che “le associazioni gli hanno chiesto un incontro con lo scopo di far sentire la loro voce in seguito alla decisione di sostituire l'attuale direttore dell’unità operativa, Michele Salata che l'ha retta sin dall'inizio. Tra l'altro sulla validità del lavoro svolto dal Bambino Gesù si sono pronunciati sia il direttore generale del San Carlo, Rocco Maglietta, che l'assessore alla sanità della Regione Basilicata, Flavia Franconi”.<br /><br />“Dall'incontro – dice il Garante – è emerso sostanzialmente che i fatti dimostrano tutto l'impegno del dottor Salata, un professionista di grande valore, soprattutto umano, che ha offerto la possibilità di curare in loco numerosi piccoli pazienti, provenienti anche da diverse regioni del centro sud evitando lo stress dei viaggi a Roma, le spese molte volte insostenibili, i sacrifici per gli spostamenti, con il risultato di un'ottima assistenza prestata anche in condizioni di emergenza, quando il bisogno costringe a chiedere interventi d'urgenza, nei casi più gravi”.<br /><br />“Gli aderenti ai vari organismi – continua Giuliano – si batteranno con decisione per evitare che scelte come questa possano stravolgere un quadro consolidato negli anni, a tutto vantaggio dei piccoli assistiti. Molti dei quali sono stati seguiti da Salata sin dalla nascita, si può dire.La Basilicata non può rinunciare a eccellenze del genere, nè può essere l'eterna periferia della scienza in cui tutto accade o può accadere, anche quando si è in presenza di risultati talmente positivi da sconsigliare di cambiare rotta”.<br /><br />“Mi impegnerò – conclude – insieme alle organizzazioni perchè il direttore Salata non vada via da Potenza. Il trasferimento sarebbe una perdita gravissima, per il danno che ne deriverebbe, dati anche i rapporti dei bambini e dei loro familiari con Michele Salata, un valido professionista ma anzitutto un uomo che ha dato fiducia a pazienti e famiglie. Per questo è inevitabile un impegno per scongiurare ogni suo spostamento ad altra sede".<br /><br />L.C.<br />