Consigliere parità su congedo mestruale alla Miccolis

Pipponzi e Bonito: “Si tratta di un risultato significativo che nasce da un percorso condiviso e strutturato, frutto di un dialogo costante e di una collaborazione concreta tra l’azienda e l’Ufficio. Ci auguriamo che questa esperienza possa rappresentare un esempio replicabile".

Le Consigliere di Parità regionale, Ivana Pipponzi e la Consigliera provinciale Simona Bonito, esprimono viva soddisfazione per l’importante traguardo raggiunto da Miccolis S.p.A., tra le prime aziende del trasporto pubblico in Italia ad aver introdotto il congedo mestruale retribuito nell’ambito delle proprie politiche di welfare aziendale.

“Si tratta di un risultato significativo – dichiarano le Consigliere – che nasce da un percorso condiviso e strutturato, frutto di un dialogo costante e di una collaborazione concreta tra l’azienda e l’Ufficio delle Consigliere di Parità. Un modello virtuoso che dimostra come le politiche di genere possano tradursi in strumenti reali di inclusione e benessere nei luoghi di lavoro”.

Le Consigliere sottolineano come l’introduzione del congedo mestruale rappresenti l’esito di una serie di iniziative promosse all’interno dell’azienda, tra cui campagne di sensibilizzazione sui temi della parità di genere, momenti formativi rivolti al personale e attività di prevenzione sanitaria, come le visite senologiche gratuite.

“Queste azioni – proseguono Pipponzi e Bonito – hanno contribuito a costruire un contesto aziendale più consapevole, attento ai bisogni delle lavoratrici e orientato alla valorizzazione delle differenze. Il congedo mestruale non è solo una misura innovativa, ma un segnale culturale forte, che riconosce dignità e attenzione a una dimensione spesso invisibile nel mondo del lavoro”.

Le Consigliere evidenziano inoltre l’importanza della responsabilità sociale d’impresa e del ruolo attivo delle aziende nel promuovere condizioni lavorative eque e inclusive.

“Ci auguriamo – concludono – che questa esperienza possa rappresentare un esempio replicabile anche in altri contesti produttivi, affinché il tema della parità e del benessere lavorativo diventi sempre più centrale nelle politiche aziendali e istituzionali”.

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