Comune Pz, Lofrano su petrolio e art. 38 ‘Sblocca Italia'

“E' un dato di fatto, nel bene e nel male, che il sottosuolo della nostra regione sia ricco di petrolio, così come è normale, previsto anche dalla legge, che tale preziosa risorsa venga messa a disposizione della collettività”, sostiene il consigliere comunale Vincenzo Lofrano del gruppo ‘Potenza condivisa’. “Pertanto non è in discussione il ‘se’, bensì il ‘come’: come, cioè, una risorsa utile per tanti non sia di nocumento per noi lucani.
Tre condizioni irrinunciabili devono essere, secondo noi, soddisfatte:
1) rispetto dell'ambiente e della salute delle persone (le moderne tecnologie e controlli efficaci ed efficienti lo consentono);
2) sviluppo dei territori e ricadute occupazionali;
3) rispetto della nostra dignità come rappresentanti di Istituzioni e come cittadini, non disposti a subire scelte centralistiche in materia energetica e non solo: tutto ciò che riguarda la nostra salute, il cibo che mangiamo, l'acqua che beviamo, l'aria che respiriamo non può che vederci protagonisti consapevoli, per noi stessi e per i nostri figli.
L'art 38 del decreto ‘Sblocca Italia’ – prosegue il consigliere Lofrano – non rispetta la nostra dignità nella misura in cui esprime chiaramente le scelte del governo Renzi di centralizzare le decisioni in materia di progettualità, di sfruttamento delle risorse minerarie e di rilascio delle autorizzazioni ambientali, relegando regioni e popolazioni a un ruolo marginale, con buona pace del dettato costituzionale, che all'articolo 117 classifica la materia dell'energia tra quelle concorrenti.
Pertanto bene la mobilitazione popolare, va bene anche il dialogo Regione-Governo, ma se in tempi stretti non si hanno risposte convincenti, riteniamo sia un sacrosanto diritto-dovere impugnare l'articolo 38 davanti alla Corte Costituzionale” conclude il consigliere di ‘Potenza condivisa’.

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