Al terzo trimestre 2011 sono state 217 le imprese commerciali cessate in Basilicata di cui 147 esercizi di commercio al dettaglio: sono dati di Movimprese-Unioncamere di Commercio – commenta il presidente di Confesercenti Potenza Prospero Cassino – che confermano la gravità della situazione che vivono le pmi del comparto. Per questo la lotta all'evasione non è in discussione, ma bisogna fare attenzione a non lanciarsi in una crociata contro tutte le piccole e medie imprese come è accaduto a Cortina recentemente. Confesercenti è convinta che le PMI collaborino attivamente con il fisco, un dato dimostrato anche dagli studi di settore, dai quali risulta che il 75% delle imprese è congruo. Occorre quindi muoversi con cautela: soprattutto, Equitalia deve impegnarsi a rimediare agli eventuali errori commessi con velocità, specialmente quando questi colpiscono persone e imprese in difficoltà economica. Non poche, visto l'attuale clima: nonostante la crei spinga moltissime persone, per carenza di altri sbocchi, ad avviare una propria attività, sono poche quelle imprese che riescono a sopravvivere.
Anche in questo caso, a livello nazionale i dati parlano chiaro: dal 2008 ad oggi, solo nel settore del commercio, sono sparite 66.214 imprese. E secondo le previsioni di Confesercenti, ne spariranno altre 80.000 nei prossimi 5 anni. In Basilicata la media è oltre 200 l'anno e quindi in quattro anni si è vicini alle 900 ditte commerciali che hanno abbassato la saracinesca. Da noi, specie nei capoluoghi e nei centri medio-grandi – dice Cassino – il dato è attenutato dal turn over di negozi, nel senso che a distanza di poco tempo per ogni due esercizi che chiudono apre uno nuovo e di genere merceologico quasi sempre differente al precedente. Infatti le iscrizioni al III Trimestre 2011 sono di 117 unità (94 esercizi commerciali al dettaglio). Il comparto è una sorta di ultima speranza per tanti, specie giovani, prima di gettare la spugna ed andare via dal paese di origine.
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