L’assemblea del Cnel ha approvato un Disegno di legge contenente “Disposizioni per la rigenerazione e il ripopolamento delle aree interne e montane, il rafforzamento dei servizi di cittadinanza e la promozione dello sviluppo locale sostenibile”.
L’iniziativa – spiega una nota – si colloca nel solco di una riflessione ormai consolidata sul ruolo delle aree interne per la tenuta complessiva del Paese. Si tratta di territori che rappresentano circa il 60% della superficie nazionale e accolgono oltre 13 milioni di abitanti. La distanza dai centri erogatori di servizi essenziali e dai poli di sviluppo ha prodotto nel tempo spopolamento, contrazione delle opportunità occupazionali, indebolimento del tessuto economico e sociale e crescente fragilità dei presìdi territoriali, con costi diretti e indiretti per l’intera comunità nazionale.
La proposta di legge del Cnel mira a intrecciare in modo strutturale i servizi di cittadinanza, lo sviluppo economico locale, i nuovi assetti di governo multilivello e l’innovazione sociale e digitale. Inoltre, si intende valorizzare la cooperazione istituzionale e territoriale e la messa a sistema delle risorse disponibili. Rendere, dunque, i territori interni luoghi attrattivi per vivere, lavorare e investire, in un contesto di piena coesione territoriale e di sostenibilità ambientale.
“Con questo Disegno di legge – ha affermato il vicepresidente del Cnel Claudio Risso, relatore del provvedimento – ci poniamo l’obiettivo di un cambio di paradigma nel modello di sviluppo del nostro Paese, indirizzato alla rigenerazione delle aree interne, che devono tornare a essere un valore aggiunto, dove si può e si deve tornare a investire. Il Ddl individua alcuni assi fondamentali su cui intervenire. Il primo è quello della prossimità territoriale, che deve diventare il criterio ordinatore delle politiche pubbliche”.