Il segno identitario del paese, grazie alla sua funzione di controllo, rifugio e rappresentanza, torna a essere patrimonio pubblico. Ieri, 22 febbraio, Cirigliano, comune nel cuore dell’alta collina materana, ha acquistato il complesso difensivo che ne ha guidato la forma per secoli: il Castello Baronale con la caratteristica torre ovale.
Ad annunciare la procedura è il sindaco Marco Delorenzo: “A Torino si è fatta la storia – ha detto il primo cittadino all’Ansa -. Il Comune ha sottoscritto l’atto di acquisto, con i fratelli Angelo e Vincenzo Formica, del Palazzo Baronale e della Torre Ellittica”.
Il Castello Baronale è stato costruito nel 1593 sui resti di una precedente struttura di epoca tardo-bizantina. Nonostante i rimaneggiamenti subiti – l’ultimo risale al 1842 – la struttura odierna ha conservato l’impianto originario. Sulla facciata è presente l’iscrizione: “Questo vecchio castello che una col titolo di baronia Filippo Formica il primo tenne nel MDXCIII, i fratelli Filippo, Angiolo e Giuseppe, discendenti di lui, soppressi i segni della feudale giurisdizione, a miglior forma ridussero nel MDCCCXLIII”. Particolarmente interessante è la torre ovale, all’interno della corte del castello, realizzata dall’architetto Pietro D’Agincourt, con la sua pianta ellittica.
“Siamo particolarmente soddisfatti – aggiunge il sindaco – per aver riportato alla proprietà pubblica un bene di importanza storico-culturale di livello nazionale. Lo destineremo a contenitore culturale per tutta la montagna materana e per la regione Basilicata. Un ringraziamento particolare va ai colleghi sindaci della Val d’Agri e all’Ufficio speciale regionale Val d’Agri per aver sostenuto il nostro progetto”.
Il Castello Baronale è stato costruito nel 1593 sui resti di una precedente struttura di epoca tardo-bizantina. Nonostante i rimaneggiamenti subiti – l’ultimo risale al 1842 – la struttura odierna ha conservato l’impianto originario. Sulla facciata è presente l’iscrizione: “Questo vecchio castello che una col titolo di baronia Filippo Formica il primo tenne nel MDXCIII, i fratelli Filippo, Angiolo e Giuseppe, discendenti di lui, soppressi i segni della feudale giurisdizione, a miglior forma ridussero nel MDCCCXLIII”. Particolarmente interessante è la torre ovale, all’interno della corte del castello, realizzata dall’architetto Pietro D’Agincourt, con la sua pianta ellittica.
“Siamo particolarmente soddisfatti – aggiunge il sindaco – per aver riportato alla proprietà pubblica un bene di importanza storico-culturale di livello nazionale. Lo destineremo a contenitore culturale per tutta la montagna materana e per la regione Basilicata. Un ringraziamento particolare va ai colleghi sindaci della Val d’Agri e all’Ufficio speciale regionale Val d’Agri per aver sostenuto il nostro progetto”.