“La proposta di legge che contiene norme per favorire interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia dei castagneti, che veda firmataria la senatrice Maria Antezza (Pd), rappresenta un efficace strumento per rilanciare la castanicoltura specie nell’area più vocata della Basilicata che è quella del Vulture-Melfese”. E’ il commento del presidente della Cia del Vulture-Melfese Leonardo Moscaritolo, a nome dei produttori di castagne associati alla Confederazione.
"Si tratta – riporta una nota – di un comparto agricolo di grande rilievo che solo nell’area tra Melfi, Rionero, Rapone, Barile ed Atella interessa tra gli 800 e 1000 ettari in produzione (di cui 500 solo nel territorio di Melfi) con almeno 1.500 ettari in potenziale produzione; una produzione stimata tra i 20 e i 50 quintali ad ettaro. L’ostacolo per i produttori continua ad essere la commercializzazione con prezzi che variano da 60 centesimi a 1,30 euro al kg per il cosiddetto prodotto ammassato che il consumatore ritrova dal fruttivendolo persino a 5-6 euro al kg. In attesa che l’iter per il marchio IGP al 'marroncino' di Melfi dia i risultati da tempo auspicati in termine di promozione e prezzi decisamente maggiori per i produttori – evidenzia il dirigente della Cia – dobbiamo registrare che la produzione italiana di castagne in termini di quota sulla produzione mondiale è passata dall'11 per cento al 4 per cento a causa dell'aumento della produzione cinese. Nel giro di circa trenta anni – afferte la Cia – le aziende si sono ridotte del 75 per cento e la superficie investita in castagneto da frutto del 62 per cento".
bas 07