"E’ ancora una volta l’agricoltura e con essa l’agroalimentare a salvare l’economia delle regioni del sud: il valore aggiunto del settore agricolo meridionale, secondo il rapporto Svimez, nel 2012 ha segnato +3,5%, più del doppio del centro-nord (+1,5%). Ma è bene sottolineare che la maggiore tenuta del comparto è riconducibile esclusivamente all’andamento dei prezzi, e non a elementi strutturali”. E’ quanto fa sapere in una nota la Cia-Confederazione Italiana Agricoltori della Basilicata, che aggiunge che “nel complesso il sud mantiene la sua specificità agricola, con un’incidenza del settore primario circa doppia rispetto al centro-nord sia sul valore aggiunto totale (3,5% rispetto all’1,5% del centro-nord), sia sul fronte delle unità di lavoro (8,7% contro 3,7%). Va però segnalato che dal 2006 al 2012 il valore aggiunto dell’agricoltura meridionale è crollato del 10% a fronte del calo del 2% nel centro-nord. Scendono anche gli investimenti: tra il 2000 e il 2012 sono caduti addirittura del 36%, oltre il triplo del centro-nord (-10,2%). Mentre continua a crescere il valore dei servizi annessi, che al sud pesano sul valore della produzione agricola per il 14,6%, con punte del 24% in Basilicata”.
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