Centro Oli Viggiano, M5s: spunta l’oggetto misterioso

Per il parlamentare europeo Pedicini ed i consiglieri regionali del M5s, Perrino e Leggieri: “Quando si parla di petrolio e Cova emergono particolari raccapriccianti”

&ldquo;Quando si parla di Cova a Viggiano, le sorprese non mancano mai. Ed &egrave; cos&igrave; che, durante la conferenza stampa tenutasi in via Verrastro per aggiornare i lucani sul grave episodio di inquinamento che interessa il centro oli, &egrave; emerso un particolare raccapricciante: la presenza di una rete di drenaggio al di sotto del Cova che avrebbe contribuito a convogliare l&rsquo;inquinante verso i pozzetti all&rsquo;esterno del centro. A sentire le parole di Pittella e dei dirigenti Arpab si tratterebbe di una sorta di oggetto sconosciuto, sia per Arpab che per Eni, risalente alla fine degli anni &lsquo;80&rdquo;. Queste le affermazioni di Pedicini, Perrino e Leggieri che aggiungono: &ldquo;per anni la Regione Basilicata ha consentito ad Eni di fare quel che voleva, senza imporgli nessuna condizione particolare facendo, quindi, in modo che il controllato fosse&nbsp; controllore di se stesso&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Per anni &ndash; continuano gli esponenti M5s – la Regione non ha messo l&#39;Arpab nelle condizioni di poter operare al servizio della tutela dell&#39;ambiente, dotandolo di personale, strumenti e finanziamenti adeguati. Per le analisi su diverse matrici ambientali, Arpab non &egrave; accreditata. Ora, dopo venti anni in cui Eni ha sostanzialmente devastato la Val d&#39;Agri, grazie alla complicit&agrave; del Pd, dei Bubbico, dei De Filippo e dei Pittella, ecco che il governatore della Basilicata, Marcello Pittella, si sveglia dal lungo torpore e si presenta come un agguerrito ambientalista che &egrave; pronto a bloccare lo strapotere delle societ&agrave; petrolifere. Ed eccolo, in pompa magna, nella conferenza stampa, ad ammettere che il Cova-Eni sta inquinando pesantemente le acque sotterranee della Val d&#39;Agri e fa mea culpa su quello che andava fatto e non &egrave; stato fatto. Eccolo, con la sua nuova narrazione propagandistica, a spingere&nbsp; l&#39;Arpab ad essere pi&ugrave; trasparente, puntuale e determinata rispetto ai controlli ambientali; a controbattere&nbsp; all&#39;amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, che vorrebbe una Basilicata silente e subalterna&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Tutto questo- sostengono Pedicini, Perrino e Leggieri – non ci convince neanche un p&ograve; e ci spinge a dire che occorrono fatti e non proclami o annunci. Pittella sarebbe credibile se, negli ultimi lustri,&nbsp; non fosse stato una figura apicale del Pd lucano, nonch&eacute; grande amico del governo Renzi, che ha voluto lo &lsquo;Sblocca Italia&rsquo;. Se non fosse stato consigliere regionale, assessore regionale e da quattro anni Presidente della Regione Basilicata. Se il governatore vuole sposare le battaglie del M5s lucano e delle associazioni ambientaliste e se teme gli interventi della magistratura, si attivi affinch&eacute; il Cova venga subito chiuso, in attesa che l&#39;Eni affronti i problemi dei serbatoi senza doppio fondo e della sicurezza totale dell&#39;impianto e fino a quando non viene effettuata una seria bonifica di tutto il territorio colpito dalle fuoriuscite del greggio&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Rispetto poi all&#39;incontro che si &egrave; svolto nella sede dell&#39;Agrobios di Metaponto &ndash; riferiscono Pedicini, Perrino e Leggieri – tra esperti e tecnici del M5s, la professoressa Albina Colella dell&#39;Universit&agrave; della Basilicata, dirigenti e tecnici di Arpab, per programmare campionature e analisi congiunte al fine di verificare lo stato delle acque del Pertusillo, c&#39;&egrave; stato un lungo confronto che, pur se interlocutorio, &egrave; durato circa tre ore. Alla fine &egrave; stato concordato che, nei prossimi giorni, sar&agrave; avviato l&#39;iter per definire un progetto – protocollo comune e condiviso che verr&agrave; attuato per effettuare campionature e analisi congiunte, qualora ci fosse un nuovo allarme idrocarburi che dovesse investire le acque dell&#39;invaso&rdquo;.<br />

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