Celebrato a Potenza il “Giorno del ricordo”

Lacorazza: “La memoria è azione del presente e del futuro”. Il dibattito animato dalla relazione dello storico Claudio Vercelli e dalla testimonianza di Stefano Mele, un giovane colpito da distrofia muscolare

Si &egrave; celebrato a Potenza il &ldquo;Giorno del ricordo&rdquo;. Promossa dal Consiglio regionale della Basilicata, nell&rsquo;ambito del progetto &ldquo;Percorso di Cittadinanza&rdquo;, la manifestazione ha visto la partecipazione degli alunni e dei docenti dell&rsquo;istituto tecnico commerciale Francesco Saverio Nitti, &ldquo;G. Falcone&rdquo; e del Liceo scientifico Galileo Galilei della citt&agrave; di Potenza e di rappresentanti istituzionali.<br /><br />Ad aprire i lavori&nbsp;i saluti del Vice Presidente del Consiglio regionale, Paolo Galante, che ha affermato &ldquo;Sono ancora molto vicine queste tristi vicende, la deportazione di ebrei nei campi di concentramento e le numerose vittime delle foibe sono pagine di storia tra le pi&ugrave; brutali del ventesimo secolo. Storie fatte di dolore, dalle quali dobbiamo apprendere, perch&eacute; la violenza non &egrave; solo quella del passato ma si manifesta, purtroppo, ogni giorno anche nelle scuole e sui social, mortificando la dignit&agrave; umana&rdquo;. &ldquo;Ricordare &ndash; ha concluso &ndash; significa rendere onore alle tante vittime&rdquo;.<br /><br />E&rsquo; seguita la testimonianza, di Stefano Cesare Mele, un giovane universitario di Calvello, che ha parlato ai presenti in sala del suo vissuto da quando &egrave; arrivata la diagnosi di distrofia muscolare di Duchenne. &ldquo;Ho smesso da tempo di camminare – ha detto – ma non mi sono mai arreso perch&eacute;, come recita la canzone della mia serie tv preferita, Braccialetti Rossi: &ldquo;Io non ho finito perch&eacute; ho sete ancora&rdquo;. Dopo la proiezione del video realizzato con la sua famiglia, &ldquo;Dopo amare, il verbo aiutare &egrave; il pi&ugrave; bello del mondo&rdquo;, Stefano ha sottolineato che qualsiasi handicap non va sottratto agli occhi e alle coscienze dei cittadini e che sarebbe un grande passo per tutta l&rsquo;umanit&agrave; quello di vedere nelle disabilit&agrave; una delle eventualit&agrave; della vita, e sentire che esse sono parte della nostra specie e, come tali, parte di noi&rdquo;. Tante le domande degli studenti, alle quali Stefano ha risposto con serenit&agrave; e positivit&agrave;.<br /><br />Subito dopo la relazione dello storico Claudio Vercelli dell&rsquo;Istituto di studi storici Salvemini di Torino, che ha ricordato la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell&rsquo;esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della pi&ugrave; complessa vicenda del confine orientale. &ldquo;Alla specificit&agrave; storica di quegli eventi – ha affermato – si riconnettono vicende e storie che dal passato ci conducono, passo dopo passo, verso il nostro presente. Comprendere che cosa abbia significato per molti italiani, abbandonare ci&ograve; che gli era pi&ugrave; caro e prezioso &egrave; un modo per capire non solo quanto &egrave; accaduto in un&rsquo;epoca oramai trascorsa ma anche perch&eacute; alcuni aspetti di quel passato possono ripetersi oggi, a danno di altre comunit&agrave;. Isolamento, paura, violenza, sopraffazione, fuga, diaspora, perdita dei diritti, apolidia come anche disperazione e morte, infatti, attraversano la nostra contemporaneit&agrave;&rdquo;. &ldquo;Sono l&rsquo;altra faccia, quella che il pi&ugrave; delle volte non vogliamo vedere di un tempo moderno che si vorrebbe libero dall&rsquo;oppressione e che tuttavia, troppo spesso, – ha concluso lo storico – riesce a produrre barbarie contro i tanti indifesi&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Accendere i riflettori su pagine dolorose della storia italiana, pagine colpevolmente tenute avvolte dal buio pi&ugrave; fosco – ha detto il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza, rivolgendosi agli studenti – &egrave; un dovere civile e morale cui nessuno di noi pu&ograve; e deve sottrarsi. Il racconto dei tragici eventi che segnarono la sorte di tantissimi nostri concittadini ha bisogno della giusta considerazione e di una doverosa attenzione: il &lsquo;Giorno del ricordo&rsquo; &egrave; una pagina che va analizzata fino in fondo&rdquo;. &ldquo;Oggi – ha continuato Lacorazza – lo abbiamo fatto insieme a voi giovani, ascoltando l&rsquo;interessante relazione dello storico Claudio Vercelli e riflettendo sulla testimonianza di Stefano. Le parole di questo coraggioso giovane mi auguro possano contribuire ad aprici la mente sui pericoli che si insidiano dietro ogni forma di pregiudizio. Sono certo che il racconto del suo vissuto ci insegner&agrave; a considerare altre prospettive, a tener presente sempre che la consapevolezza dei pregiudizi e degli stereotipi &egrave; il mezzo pi&ugrave; efficace a nostra disposizione per sconfiggerli&rdquo;.<br /><br />&ldquo;La memoria &ndash; ha ribadito Lacorazza &ndash; &lsquo;&egrave; azione del presente e del futuro&rsquo;, lo strumento che rende la conoscenza del passato opportunit&agrave; per creare forme di partecipazione attiva ai problemi del presente contro ogni forma di pregiudizio, discriminazione e razzismo&rdquo;.&nbsp;

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