Castelluccio: green economy strada obbligata

Il consigliere regionale di Forza Italia ritiene indispensabili "l’utilizzo di più risorse finanziarie per favorire investimenti in prodotti e tecnologie green”

&ldquo;Il Rapporto di Fondazione Symbola – Unioncamere sulle imprese che hanno effettuato eco-investimenti in prodotti e tecnologie green&nbsp; nel periodo 2008-2014 (in Basilicata 3.290) fornisce risultati interessanti per la nostra regione a conferma della volont&agrave; e dell&rsquo;impegno di piccoli e medi imprenditori a perseguire modelli innovativi e di ecosviluppo. Questo sforzo ha bisogno di trovare sostegni adeguati nei prossimi documenti di programmazione quali il Fesr 2014-2020 e il Masterplan-Patto Basilicata&rdquo;. E&rsquo; quanto afferma il consigliere regionale di Forza Italia, Paolo Castelluccio,&nbsp; sottolineando che &ldquo;soprattutto nel Metapontino quella della &lsquo;green economy&rsquo; &egrave; una strada obbligata da seguire per coniugare sviluppo produttivo nella piena tutela dell&rsquo;ambiente e del territorio e tornare ad essere competitivi, consentendo al sistema agro – alimentare e manufatturiero di riposizionarsi su nicchie ad alto valore aggiunto e di competere efficacemente con i Paesi emergenti&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Non sfugga &ndash; dice Castelluccio – che oltre alla ricchezza l&rsquo;economia verde, sempre pi&ugrave; apprezzata dai consumatori italiani, visto che il 78 per cento di essi &egrave; disposto a spendere di pi&ugrave; per prodotti e servizi eco-sostenibili, produce anche lavoro: gi&agrave; oggi in Italia ci sono 3 milioni di green jobs, ossia occupati che applicano competenze &lsquo;verdi&rsquo;. Per questo &ndash; continua &ndash; un contributo importante deve venire dall&rsquo;Unibas e dai Centri di ricerca che operano in Basilicata&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Green economy &ndash; sottolinea Castelluccio – significa anche innovazione: lo scorso anno il 30 per cento delle aziende italiane che puntano sul verde ha sviluppato nuovi prodotti o nuovi servizi, contro il 15 per cento di quelle che non hanno imboccato la via della green economy. Innovazione, export e maggiore redditivit&agrave; si traducono anche in occupazione e maggiori assunzioni. Ad oggi nell&rsquo;intera economia italiana sono presenti quasi 3 milioni di green jobs, che corrispondono al 13,3 per cento del totale nazionale. A cui si aggiungono le 50.700 figure professionali &lsquo;verdi&rsquo; e 183.300 figure che abbiano competenze green previste nelle assunzioni programmate dalle aziende dell&rsquo;industria e dei servizi per il 2014. Nell&rsquo;insieme si tratta di 234 mila assunzioni, equivalenti al 61 per cento della domanda di lavoro. Il &lsquo;fattore green&rsquo; &egrave; determinante anche nello stimolare nuove assunzioni, il 26,6 per cento delle imprese eco – investitrici prevedono di assumere nel 2014 contro il 12,1 per cento delle non investitrici&rdquo;.<br /><br />&ldquo;La Basilicata &ndash; evidenzia Castelluccio – registra ancora ritardi e sottovalutazioni, non a caso nel Rapporto occupa la terz&rsquo;ultima posizione della graduatoria delle regioni. Sono necessarie misure e risorse finanziarie adeguate a valorizzare l&rsquo;atteggiamento seguito dalle nostre imprese, che si rivelano campioni anche nel fare un diverso tipo di made in Italy, in cui il rispetto della nostra tradizione produttiva si sposa indissolubilmente con la tutela dell&rsquo;ambiente e si coniuga con una idea di business anche eticamente positiva, oltre che vincente. Il banco di prova per la Giunta regionale &ndash; conclude &ndash; &egrave; negli strumenti di programmazione finanziaria che disegneranno il futuro imprenditoriale per il prossimo sessennio&rdquo;.<br />

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