La Federazione delle Associazioni per i diritti degli anziani (Ada) di volontariato, in collaborazione con la Uil Pensionati nazionale, ha inaugurato oggi il Centro sociale polivalente Ada a Camerino (provincia di Macerata), alla presenza del segretario generale Carmelo Barbagallo. Prima dell’inaugurazione si è tenuto il consiglio nazionale della Uil Pensionati al quale è intervento il segretario regionale Uilp Basilicata Vincenzo Tortorelli per ribadire il legame di profonda solidarietà tra comunità di popolazioni terremotate.
Il Centro sociale, donato dalla Federazione nazionale Ada al Comune di Camerino, con l’obiettivo di costituire un punto di socialità e solidarietà per le persone anziane e per tutti i cittadini del Comune di Camerino e dei Comuni limitrofi, gravemente colpiti dal sisma, è stato realizzato utilizzando le risorse della solidarietà nazionale raccolte con il 5xmille a favore della stessa Federazione.
“Si tratta di un gesto di amicizia e solidarietà – afferma Il Presidente della Federazione nazionale Ada Alberto Oranges – che testimonia l’impegno dell’Ada a sostegno delle persone più fragili, in un territorio dove moltissimi immobili, pubblici e privati, sono stati distrutti dal terremoto. Avevamo presentato questo progetto lo scorso aprile nel corso dell’Assemblea nazionale della Federazione Ada, proiettando anche un video di presentazione della struttura dal titolo ‘Arrivederci a Camerino’, un sogno che in pochi mesi è diventato realtà”.
“La solitudine e la perdita di punti di aggregazione e di socialità – sostiene il Segretario generale della Uil Pensionati Romano Bellissima – sono drammi dentro alla più grande tragedia del terremoto. Ad essere maggiormente colpite sono proprio le persone anziane. Per questo consideriamo importante questo progetto della Federazione nazionale Ada, al quale daremo tutto il nostro sostegno organizzativo affinché il Centro polivalente possa diventare un punto di riferimento per tutta la popolazione anziana del territorio”.
Per Vincenzo Tortorelli “l’esperienza dei nostri anziani durante gli anni che hanno fatto seguito al terremoto del 1980 è estremamente indicativa di quale terremoto interno subiscano quanti perdono gli affetti più cari di familiari e amici e con essi la casa. E' un dramma nel dramma quello dei terremotati over 65 che vivono come sospesi. Il sisma ha travolto anche certezze consolidate dei residenti, mettendo a rischio un intero sistema sociale e territoriale. Occorre ricostruire un tessuto sociale lacerato, favorendo la riapertura delle botteghe e delle attività economiche locali. Nostro compito allora come oggi è quello di aiutare le persone più anziane a superare una fase delicatissima di vita assicurando il massimo dell’assistenza e organizzando momenti di socialità anche grazie al prezioso contributo dei volontari, costruendo una rete di servizi sociali e di relazioni per gli anziani senza più radici, certezze e abitudini, travolte dal terremoto".
Bas 05